L’Arte del Rilassamento

sintesi di Patrizia De Pasquale

Nikki Costello è l’autore di un articolo apparso sul n. 83 – Maggio 2014 – della rivista Yoga Journal. L’articolista affronta il tema della posizione detta shavasana – la postura del cadavere.
L’autore sostiene che, malgrado sembri facile, la posizione del cadavere è considerata la più difficile fra gli asana. Per entrare nella postura non è sufficiente la sola volontà. La posizione crea le condizioni per farci entrare gradualmente in uno stato di profondo rilassamento, di per sé, estremamente rigenerante e ottimo punto di partenza per la meditazione.
L’essenza di Shavasana è rilassarsi con attenzione e, cioè, rimanere coscienti e vigili pur sentendosi comodi. Shavasana è una pratica in cui gradualmente si rilassa una parte del corpo alla volta, un muscolo alla volta e un pensiero alla volta. Ripetendola quotidianamente si induce il corpo a rilasciare lo stress; tuttavia se lasciamo che rigidità e tensione si accumulino nel corpo, rilassarsi sembrerà impossibile.
E’ importante, prima di sperimentare questa asana, praticarne altre più attive, che allunghino ed aprano i muscoli rilasciando tensioni accumulate, che aiutino a rilassare il diaframma e consentano al respiro di fluire liberamente.
L’uso di alcuni supporti per sostenere una parte del corpo, ci aiuta a perfezionare la pratica di Shavasana. Appoggiare i polpacci su di un sostegno rilassa le gambe, che tanto la pratica yoga, quanto l’esercizio fisico, o le lunghe ore trascorse in piedi, o seduti, possono affaticare. Questa variante migliora la circolazione e allevia la tensione dei muscoli della schiena.
Sollevare la schiena e sostenere la testa aiuta ad aprire il torace, lascia andare le spalle e migliora il flusso naturale del respiro. Si osservi come il respiro, lento e regolare, durante l’esecuzione della pratica, renda la mente chiara e concentrata.
Nella versione completa della posizione, tutto il corpo giace a terra. Estendere in modo uniforme e simmetrico braccia e gambe all’esterno del busto. Compiere una sorta di scansione mentale dalla testa ai piedi, rilassando gradualmente ogni parte, ogni gruppo muscolare, prendendo nota dei punti del corpo in contatto con il pavimento. Ad ogni espirazione, si può immaginare ciascun arto diventare via via più pesante e allungarsi un po’ di più all’esterno.
Se si avvertono fastidi in qualche punto del corpo, è consigliabile utilizzare supporti allo scopo di scaricare la pressione, rilasciare la tensione e rilassarsi completamente.
Gradualmente, si noterà una sensazione di completa immobilità che attrae verso l’interno e il respiro che diventa tranquillo, quasi impercettibile.
Per uscire dalla posizione, in primo luogo, si fanno dei respiri profondi. Ci si concede qualche istante per ritrovare la consapevolezza fisica delle braccia e delle gambe, poi, lentamente si muova il corpo con delicatezza e attenzione.
Una pratica regolare di Shavasana ci insegnerà l’arte del rilassamento.