La posizione del feto

sintesi di Donatella Poggi

Francesca Bonsignori, sul n. 32 –Maggio-Giugno 2010 – della rivista “Vivere lo Yoga”, affronta il tema dell’abbandono.

Per capire ed entrare pienamente nel concetto di “abbandono”, esistono vari tipi di asana. Fra queste, quella più adatta è la posizione del feto.
Di regola, quando si cerca di adottare una posizione inusuale, il corpo reagisce istintivamente con una contrazione muscolare. Diventa, perciò, importante essere ben presenti, con corpo e mente, a sé stessi, rilassandosi invece che irrigidirsi.

La ginnastica tradizionale scioglie, combattendo, contrazioni e tensioni; lo yoga, invece, cerca di evitare che si creino. E’ necessario, però, che il praticante di yoga non oltrepassi i propri limiti accettando le attuali possibilità articolari e fisiologiche.

La postura deve essere naturale e l’obiettivo è quello che una volta realizzata, la posizione dia benefici.

La posizione fetale è una posizione che risveglia la memoria atavica di ogni individuo, quando questi era ancora in armonia col tutto. Nel praticarla si può riacquisire armonia, naturalezza e spontaneità fino a raggiungere il pieno benessere perché essa stimola la parte bassa del bacino, le pelvi ed il sacro, sede dei centri vitali.

Per intensificarne gli effetti è necessario, durante la pratica, focalizzarsi sull’attenzione.