Yoga Nidra: il sonno ristoratore

sintesi di Marco Lunghi

La rivista Yoga Journal, sul n. 10 di Marzo 2007, ha pubblicato un articolo di Elisabetta Furlan avente per tema lo Yoga Nidra.

L’articolista afferma che il livello di stress nel mondo occidentale è sempre più alto ed una della conseguenze più frequenti è l’insonnia, di cui soffre, secondo un recente sondaggio, circa il 40% della popolazione.

A niente valgono i soliti rimedi: esercizio fisico, saune, musica, etc.; per cui all’insonnia spesso si associano altri malesseri come cefalee, artrosi cervicale, spossatezza ed altro ancora.

Una risposta efficace allo stress ci viene dal passato remoto: lo Yoga Nidra (dove yoga è “unione dei vari livelli dell’essere” e nidra significa “sonno”), la cui origine risale alla pratica tantrica del nyasa (concentrazione della mente su un punto).

Una sola ora di Yoga Nidra equivale a quattro ore di sonno naturale.

Il nostro corpo ha la capacità di assorbire ogni tipo di inquinamento, dai rumori alle onde elettromagnetiche, per cui può accadere che il nostro circuito energetico vada in “tilt”. Per conseguenza di ciò il sistema nervoso si tende, i muscoli si contraggono, il sangue scorre più velocemente e la mente è dominata dalla confusione. E’ lo stress.

Per ripristinare l’equilibrio nel circuito energetico lo Yoga Nidra utilizza il “rilassamento cosciente”, cioè la concentrazione della coscienza sulle varie parti del corpo. La mente poco per volta acquista uno stato di calma e il cervello entra nello stato alfa, la fase che precede il sonno.

Lo Yoga Nidra è preferibile eseguirlo la sera (dopo un pasto leggero), nel proprio letto, ma non vi sono controindicazioni sia per la mattina che per il primo pomeriggio.

E’ opportuno tenere le finestre socchiuse, per favorire il ricambio dell’aria, soprattutto in inverno con i caloriferi accesi.

Per iniziare, è bene avere la guida di una persona esperta per poter poi proseguire a casa propria da soli.