Yoga Nidra

sintesi di Daniela Barbieri

Il numero 15 di febbraio/marzo 2009 di YOGA+ offre ai lettori un interessante articolo su una particolare pratica Yoga: lo Yoga Nidra. Si tratta di una pratica che ha l’obbiettivo di raggiungere il rilassamento profondo della nostra coscienza interiore. In pratica si tratta di imparare una tecnica in grado di portare al cosiddetto sonno consapevole o “sonno dello yogi“. Il rilassamento è sicuramente la condizione più importante che si raggiunge con la pratica dello Yoga Nidra. Con il rilassamento profondo anche la mente acquista una lucidità e una percezione che può condurre ad esperienze utili per metterci in contatto con la nostra coscienza interiore. Lo Yoga Nidra porta ad un rilassamento talmente profondo che coinvolge sia il corpo fisico che quello mentale. Questa condizione si raggiunge tramite esercizi che insegnano a percepire le varie parti del corpo, ma anche soffermandosi sul respiro e sulla percezione delle emozioni.
Nell’articolo viene descritto l’esercizio “Nyasa” derivato dal Tantra Yoga e tramite il quale, guidato da un insegnante, l’allievo viene sollecitato a focalizzarsi su determinate parti del corpo in modo che riesca a percepirle allo stato mentale. Scopo dell’esercizio è quello di abituare l’allievo a “sentire” con la mente le varie parti del corpo. Non è detto che tutte le varie parti del corpo percepite a livello mentale riescano a rilassarsi completamente, ma è importante riuscire a sentirne la consapevolezza e l’attenzione.
All’origine questo esercizio era accompagnato anche da un mantra che doveva servire ad evitare che, durante il percorso di percezione, la mente si distraesse. Parlare dello Yoga Nidra implica un accenno anche allo stato mentale che si crea durante il rilassamento profondo, ovverossia capire quali siano le frequenze del cervello, in modo da far comprendere al lettore quale possano essere le potenzialità di una tecnica come lo Yoga Nidra.
Com’è noto, infatti, le onde cerebrali hanno una frequenza diversa a seconda dello stato di coscienza della nostra mente. Quando siamo svegli e vigili abbiamo una predominanza di onde beta, mentre durante lo Yoga Nidra predominano le onde alfa e, talvolta, teta. In uno stato in cui c’è una frequenza di onde alfa il soggetto è sveglio ma rilassato e ciò può permetterci di arrivare ad una maggiore capacità di osservazione della propria mente e delle proprie emozioni. Si può ipotizzare una sorta di unione fra mente e corpo fisico.
Nel caso di frequenze più basse ci troviamo nel campo delle onde teta e delta. Nella fase teta, il soggetto è praticamente staccato dal contorno esterno. Queste onde si possono trovare durante il sonno quando ancora non è pienamente profondo. Le onde delta sono quelle più basse e caratterizzano lo stato più profondo del sonno.
Lo Yoga Nidra, prosegue l’articolo, può essere efficace anche per fronteggiare la sindrome da Burn-out. Sembra che la sindrome in questione sia legata al funzionamento di due importanti neurotrasmettitori: la dopamina e la serotonina. Entrambi conosciuti anche come “ormoni della felicità’ ” in quanto fondamentali per scagionare il pericolo di depressione. Sembra che le onde alfa, quelle appunto che si trovano nello stato di pratica dello Yoga Nidra, siano in grado di attivare questi neurotrasmettitori permettendo al soggetto di poter meglio gestire situazioni di esaurimento tipiche del Burn-out.
L’articolo continua affrontando ciò che viene definito Sankalpa che si può esprimere durante il rilassamento. Si tratta di effettuare una specie di autosuggestione positiva che può essere racchiusa in una frase facile da memorizzare. Questo processo, durante il rilassamento, quando le onde alfa sono ricettive, può aiutare nel raggiungimento di cambiamenti o propositi positivi.
L’articolo termina ricordando che durante lo Yoga Nidra è possibile anche essere investiti da emozioni o percezioni negative. Ciò va interpretato come il tentativo di sciogliere nodi sia mentali che fisici. Anche la comparsa di immagini durante gli esercizi di visualizzazione può essere ricollegata a tensioni del subconscio. Questi residui mentali possono intrappolare e creare disagi, perciò è necessario imparare a diventare osservatori di questi eventi senza esprimere giudizi.
Lo Yoga Nidra può, dunque, aiutarci a gestire il nostro subconscio. Raggiungere una pace mentale significa anche rendere la nostra mente più chiara per riuscire a vivere in un modo più positivo e consapevole.