Yoga e Computer: da un’antica disciplina alcuni suggerimenti per evitare i rischi di una tecnologia moderna

di Federico Matrone *

Anche da noi la diffusione dei computer ha assunto vaste proporzioni in quasi tutte le attività produttive. Le statistiche affermano che sia abbastanza facile trovare un PC anche tra le mura domestiche.

Sono scelte obbligate e indiscutibili.

Ma come spesso accade, e alcuni centri di ricerca lo hanno già rilevato, l’uso prolungato del computer può dar luogo ad una serie di disturbi che, se trascurati, possono trasformarsi in seri problemi fisici.

Chi si occupa di medicina del lavoro e anche alcune organizzazioni di categoria ha dato ampia informazione, onde evitare i rischi su esposti, su questioni quali la dislocazione del monitor rispetto ai punti illuminati, la posizione dell’operatore, il tipo di sedia adatta e tanti altri piccoli accorgimenti.

Nella migliore delle ipotesi, anche assumendo una corretta posizione di lavoro, è bene notare la necessità di tenerea lungo la posizione degli occhi e della testa in direzione del monitor.

Tutta la nostra attenzione è quindi rivolta verso uno spazio ristretto a meno di un metro dal nostro naso.

In questa condizione, i muscoli del collo, degli occhi e spesso anche delle spalle si abituano alla tensione necessaria allo sforzo da sostenere. Tale abitudine, se protratta nel tempo, ci porta ad assumere quelle tensioni come abitudini che presto o tardi diventeranno una nostra nuova pelle.

Il risultato è che avvertiamo sempre una maggiore rigidità del collo, una stanchezza sugli occhi, una pesantezza nelle spalle.

Per contrastare l’insorgere di questi disturbi, possiamo attingere da alcune tecniche che lo yoga mette a nostra disposizione.

I movimenti del collo, indicati nella sequenza in basso hanno lo scopo di ridare flessibilità a quei muscoli costretti, per lungo tempo, nello sforzo in una sola direzione.

E’ consigliabile eseguirli lentamente evitando movimenti a scatto, movendo gradualmente la testa nelle direzioni indicate.

Potrebbero essere eseguiti nelle pause ogni 1-2 ore di lavoro, ma è buona norma praticare preventivamente tale sequenza per alcuni minuti la mattina e alla fine della giornata lavorativa.