Viva la tradizione

sintesi di Anna Paoletti

Sul n. 22 di Aprile 2008, la rivista Yoga journal ha pubblicato un articolo di Antonietta Rozzi sulla Tradizione dello Yoga.

L’articolista afferma che il valore dello yoga come filosofia si può comprendere valutando le componenti universali di questa disciplina che ne fanno uno strumento adatto alla trasformazione e all’evoluzione umana. Il messaggio dello yoga si rivolge alle aspirazioni universali come la ricerca della felicità e il bisogno di scoprire il senso dell’esistenza, che vanno al di là delle differenze culturali e temporali. Swami Kuvaylananda ha definito lo yoga “un messaggio completo per il corpo, la mente e lo spirito”, quindi un percorso evolutivo completo che comprende e integra i vari piani dell’esistenza; ed è a questi tre aspetti che lo yoga classico si rivolge.

Affidandosi ad una tradizione collaudata da tempo, lo yoga beneficia della sicurezza di percorsi già tracciati e consolidati e attinge ad una straordinaria conoscenza della natura umana.

Lo yoga tradizionale differisce per alcuni aspetti dalle forme attuali, in particolare per due parametri significativi: la visione integrata dell’uomo e i percorsi della conoscenza.

Fra le domande fondamentali che ogni essere umano si pone ci sono la ricerca del senso della propria esistenza e la conoscenza della propria natura. Le tecniche dello yoga tradizionale si rivolgono al benessere del corpo e della mente perché solo se questi due aspetti sono in armonia è possibile una ricerca spirituale. Le tecniche rivolte al corpo, allo stesso tempo, sono efficaci anche sul piano energetico e mentale.

Purtroppo, le forme moderne di yoga nascono spesso da necessità più concrete e limitate.

Nella tradizione ogni scoperta significativa è il risultato di un percorso di ricerca interiore che permette una visione della realtà sotto una prospettiva diversa e più ampia, mentre nella cultura moderna la conoscenza deriva da un’analisi esterna dei fenomeni e da deduzioni derivate da conoscenze acquisite.

E’ difficile trovare nelle forme moderne di yoga una conoscenza e un raggio d’azione ampio come in quelle tradizionali, che hanno una profonda visione olistica dell’essere umano.

Spesso, invece, il campo d’azione si restringe alla risoluzione di problemi contingenti la salute fisica o psichica; nascono così molte forme di yoga che somigliano a tanti rimedi diversi per tanti disturbi. Si assiste alla nascita dello yoga del riso, delle mani, degli occhi, ecc. oppure si può arrivare a codificare o brevettare (sic) sequenze di posizioni classiche.

Si può cadere così nel pericolo di adattare lo yoga alle proprie esigenze e farne uno strumento che ingessa nelle proprie abitudini e rafforza i condizionamenti. Parafrasando un vecchio detto, si può concludere che uno yoga che si adatti alla frammentazione e limitazione dell’uomo non è un vero yoga.