Unità duale

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Unità duale

sintesi di Donatella Poggi

Silvia Ornaghi è l’autrice di un articolo pubblicato sulla rivista “Vivere lo Yoga” (n. 31 aprile 2010). Già il sottotitolo “lo yoga: la chiave per armonizzare un mondo duale e per comprendere il contrapposto come complemento e non come contrario” ci anticipa la tesi sostenuta nell’articolo.

Il concetto di dualismo appare da sempre nella storia dell’uomo e si concretizza sia come contraddizione interiore che come manifestazione terrestre. Ad esempio, tutte le divinità maschili, nel mondo religioso indiano, sono legate ad una compagna o ad un’energia inseparabile da essi.

Uno dei testi fondamentali della tradizione indù interpreta la parola “hatha” come la congiunzione del sole (“ha”) con la luna (“tha”), simbolicamente i due opposti nel mondo della dualità, l’uno impossibile senza l’altro.

Attraverso l’energia solare gli esseri sono portati all’estroversione, all’azione e alla forza fisica; mentre l’energia lunare è legata all’introspezione e al pensiero contemplativo.

A livello fisico questa dualità la troviamo nei sistemi nervosi simpatico e parasimpatico, che la pratica yoga tende ad armonizzare: una mente armonica in un corpo sano.

Il fondamento della creazione fisica che gli indù chiamano maya (illusione cosmica) si basa sull’alternarsi della dualità: giorno-notte, vita-morte, uomo-donna, etc.
Secondo la filosofia yoga, anche la fisiologia umana è regolata dalla dualità laddove le due principali energie interiori sono Prana-Vayu, ascendente e collegata con l’inspirazione e Apana-Vayu, discendente e collegata con l’espirazione.

Uno degli scopi dell’hatha yoga è coordinare e dirigere le due energie, creando uno stato di equilibrio, preludio all’elevazione della coscienza umana verso quella divina. Queste due energie, differenti e sinergiche, ci portano a percepire la completezza e la dualità dell’essere attraverso la pratica delle asana e la consapevolezza del respiro, mettendo in comunicazione corpo e mente.

Il tema della dualità lo ritroviamo anche nella mitologia occidentale rappresentato da Dioniso, divinità errante, vagabonda, dio di nessun dove e di ogni luogo. Così vicino agli uomini e al contempo il più lontano da loro, che li porta in un viaggio onirico ai confini del sé, dove ci si distrugge oppure ci si rigenera.
Shiva in Oriente rappresenta il male, la distruzione ma nello stesso tempo la rinascita pura. Shiva e Dioniso, Oriente e Occidente, spirito e materia: dualità e analogia di due mondi opposti? Oppure un tema infinito e senza mondi? E’ lo yoga che ci consente di sperimentare, accettare ed armonizzare l’unità duale, perché lo yoga nasce e si esprime con il fine di armonizzare un mondo essenzialmente duale.