Un Quieto Abbandono

sintesi di Daniela Barbieri

 

“Un quieto abbandono” è il dolce titolo dell’articolo di Hillari Dowdle apparso su Yoga Journal del febbraio 2014.

Secondo l’autrice è importante superare la contrapposizione sonno-veglia. Cambiare l’idea che la mente durante la notte deve essere in black out. Questa considerazione sembra essere abbastanza recente nella storia dell’uomo. L’autrice dell’articolo cita il prof. Rubin Naiman, psicologo ed insegnante di yoga, esperto della materia.

Il professore spiega che tra il 1500 e la metà del 1800 non c’era questa contrapposizione così netta. Tutto è cambiato con la prima rivoluzione industriale che imponeva di lavorare anche 12 o 14 ore di fila. Il nostro stesso corpo è diventato una macchina da poter accendere o spegnere al bisogno.

Il professore rammenta anche il fatto che da quasi trecento anni abbiamo la luce elettrica ed evidenzia il ruolo importante che hanno le nuove tecnologie. L’organismo è stravolto, non vive più i cicli naturali di un tempo e, dunque, ne risente anche il rapporto sonno-veglia.

Secondo il professor Naiman, come riporta ancora l’autrice dell’articolo, per comprendere l’insonnia dobbiamo esser consapevoli che veglia e sonno coesistono sempre dentro di noi, non solo la notte o il giorno. Se dormiamo non siamo completamente chiusi all’esterno e, viceversa, se siamo svegli possiamo “sfiorare” il sonno. Da qui l’affermazione che i dormiveglia possono essere considerati degli stati totalmente normali nell’essere umano.

Per Naiman il sonno è uno stato di coscienza molto vicino alle pratiche contemplative dello yoga. Si può affermare, dunque, che dire “andare a dormire” non ha molto senso: è sempre uno stato di quiete e consapevolezza. Ciò che però mantiene il corpo in allerta è la mente. Solo quando riusciremo a non ascoltare la mente ci si potrà abbandonare al sonno.

Missione piuttosto complicata e di sicuro alle tre di notte quando la mente si popola di voci e di parole. Dovremmo essere in grado di diventare osservatori senza lasciarsi coinvolgere dai prodotti della mente.

L’articolo, proseguendo, illustra lo Yoga Nidra o quello che si definisce “il sonno yoga”. Lo Yoga Nidra altro non è che una tecnica di rilassamento; rilassamento che si raggiunge attraverso l’osservazione del corpo, della mente e delle relative sensazioni. Questa tecnica dovrebbe condurre ad un’osservazione calma e distaccata. Riuscire a spostare la preoccupazione per l’insonnia  e sospendendo ogni giudizio può aiutare a capire le cause dell’insonnia stessa.

Se il sonno si interrompe sempre alla stessa ora può diventare un messaggio di natura psicologica, fisica o spirituale. Anche praticare le asana può aiutarci. Ogni asana ha un effetto sul sistema energetico del nostro corpo.

In Ayurveda  sono cinque le energie  più importanti  del nostro corpo: Apana, Samana, Prana , Udana e Vyana; praticare asana specifiche che risvegliano una determinata energia può aiutare nel rilassamento e nel combattere l’insonnia. Una speranza per molti.