Superare l’Ansia

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Superare l’Ansia

sintesi di Anna Orsini

 

Francesca Bonsignori, nell’articolo pubblicato sul n. 61 – Marzo/Aprile 2015 – sulla rivista “Vivere lo Yoga” tratta il tema dell’ansia.

L’ansia – sostiene l’autrice – è un meccanismo naturale che scatta in presenza di situazioni che riconosciamo “pericolose” per la nostra vita e che tende ad ottimizzare le difese personali dall’ambiente. In condizioni di vita primordiali le occasioni di ansia erano molto intense anche se abbastanza rare e ad esse seguivano lunghi momenti di calma e di “ricarica”.

Nella moderna società il fenomeno dell’ansia è meno intenso, ma costante e senza riposo. Il numero delle sollecitazioni che ci arrivano dall’esterno è eccessivo e si sussegue incessantemente. Il corpo non valuta la gravità di una causa, ma solo il suo effetto somatizzante. La paura che ci può derivare dalla visione di un film horror è pari a quella indotta da un sisma.

Se non ci concediamo tempi di recupero l’ansia rimane dentro, si accumula e le tracce delle sue origini diventano introvabili. Lo Yoga ci offre diversi antidoti a questo veleno.

Riportare l’attenzione verso il corpo partecipando ai ritmi vitali, occupare la coscienza con l’osservazione dall’espressione della vita nella sua naturalezza può essere molto efficace e rigenerante, equivale al riposo dell’ansia.

Nello Yoga lo strumento del respiro è imprescindibile per ogni pratica che si intraprenda. Se osserviamo il respiro, negli stati d’ansia risulta corto, veloce, disarmonico, non scende a livello addominale. Nella zona sacrale alloggia il plesso pelvico, responsabile del sistema nervoso parasimpatico. Il suo funzionamento regolare è indispensabile per raggiungere uno stato di calma.

Al contrario, in condizioni di calma, il respiro è lungo, regolare, profondo; c’è equilibrio fra la fase inspiratoria e quella espiratoria. Fra esterno e interno. Se si riporta la fisiologia respiratoria a livello del corpo, si crea un riverbero positivo anche a livello mentale.

Il primo passo dopo aver osservato la durata spontanea del respiro, è volontariamente attivare una respirazione lunga a partire dalla fase espiratoria. Dobbiamo dare tempo al nostro corpo di osservare e riconoscere naturale questo prolungamento e approfondimento del respiro. Più naturale e spontanea diverrà questa pratica più la nostra mente e il nostro substrato emotivo si armonizzano. Lo stato d’ansia sarà sempre meno aggressivo e si presenterà con sempre minore frequenza.