Sulle Origini dello Yoga

sintesi di Barbara Cianferoni

Sul n. 1 del Dicembre 2007, la rivista Yoga magazine ha pubblicato un articolo di Ram Gopal Kaur sulle origini dello yoga. L’autore sostiene che questa disciplina tragga origine dall’esperienza umana, fin dal momento in cui l’uomo si è posto la domanda “chi sono io?”

Significato ed origine del termine

La domanda che l’uomo si pone quando prende consapevolezza di sé stesso, con la ricerca della propria identità e delle proprie origini, è l’inizio dello yoga. Non solo un insieme di tecniche e posture fisiche, ma soprattutto un lavoro di conoscenza della propria mente attraverso queste tecniche. Ogni mente umana appartiene all’Infinito ed alla Creatività, ma nelle azioni pratiche essa è limitata (maestro indiano Yogi Bhajan, ispiratore in Occidente dell’approfondimento di studi circa una particolare tecnica detta Kundalini Yoga). Sostanzialmente, lo yoga apprendimento di conoscenze tecniche per espandere le proprie facoltà mentali, al fine di raggiungere un equilibrio fisico necessario per fare esperienza del proprio sé. Attraverso la pratica, essendo il corpo umano un microcosmo che riproduce in sé l’intero cosmo e quindi immagine dell’intero universo, si può sperimentare non solo ciò che riguarda il nostro corpo, ma tutto ciò che compone l’universo. Lo yoga in questo senso significa unione, perché consente di ottenere la conoscenza tramite l’esperienza e di sperimentare l’uguaglianza tra l’anima individuale (jivatman) e l’anima universale (paramatman). Secondo gli Yoga Sutra di Patanjali lo yoga è la cessazione delle modificazioni della mente, la quale si rifiuta di fermarsi a lungo su una singola immagine o pensiero. Quando s’impara a disciplinare la mente e, quindi, a placarla si ha l’immagine del vero sé, che è l’autentica meta dello yoga.

La parola “yoga” trae le sue origini dal sanscrito; in tutti i trattati che approfondiscono lo studio dello yoga si fa riferimento a jujit (giogo) che significa unire, mentre nei Veda a yukta (finimenti, che uniscono i cavalli nel carro e li fanno partecipare assieme); il termine yukta può significare anche disciplina. La potenza creativa dell’Universo, la Shakti Kundalini, l’energia senza la quale l’Universo non potrebbe sostenersi, e che viene stimolata attraverso la pratica dello yoga, è espressa da un cavallo imbizzarrito che si può domare solo con la disciplina.

Origini Divine

Una leggenda indiana narra che un pesce di nome Matsya, uscendo dall’acqua per osservare meglio, sorprese il dio Shiva mentre insegnava i segreti dello yoga alla sua sposa Parvati. Shiva, allora, ormai scoperto, trasformò Matsya in un uomo che divenne custode e primo maestro di questa disciplina, tramandando all’umanità il segreto degli dei, affinché attraverso la conquista del corpo l’uomo divenisse veicolo dello spirito. Il mito, quindi, attribuisce ad una divinità l’origine dello yoga; nell’iconografia indiana, Shiva viene rappresentato come un asceta immerso nella natura e considerato il Maestro di ogni praticante poiché il guru umano agisce per suo mandato, in una ininterrotta catena detta parampara.

Origini Storiche

Lo yoga trova fondamento nelle scoperte effettuate durante lunghe ricerche tra la metà dell’800 ed i primi del ‘900 nella regione indiana del Punjab. Alcuni archeologi inglesi rinvennero i resti di due importanti città, Harappa e Mohenjo-Daro, poste sulle rive orientali del fiume Ravi, nella valle dell’Indo, risalenti ad un periodo compreso tra il 2.300 e il 1.750 a.c., nelle quali era vissuta una popolazione molto progredita. Tra gli oggetti rinvenuti, un sigillo, raffigurante un uomo con tre teste seduto in posizione yoga e circondato da alcuni animali, potrebbe essere una rappresentazione di Shiva, nella veste di Pasupati (signore degli animali).