Spiritualità – Via Universale

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Spiritualità – Via Universale

sintesi di Anna Orsini

 

Axelle Dalmazzone è autrice di un articolo pubblicato sul n. 63 – Luglio/Agosto 2015 – della rivista “Vivere lo Yoga” sul tema della spiritualità.

L’autrice afferma che alcune persone associano la parola yoga alla pratica fisica delle posizioni (asana). Altre la collegano ad una spiritualità di stampo new-age e la maggior parte della gente la colloca nella cultura indiana e nella religione induista.

In realtà yoga è un concetto che, pur essendo noto nell’ambito dell’Induismo, è slegato da qualsiasi provenienza, epoca, cultura o religione. La parola, nella sua accezione tradizionale, significa unione (fra l’Anima Individuale-piccolo sé e l’Assoluto Spirito Cosmico-Grande Sé) e fa riferimento a pratiche ascetiche e tecniche meditative che hanno come obiettivo il raggiungimento della realizzazione spirituale.

L’uomo è portato da sempre alla ricerca della Verità. Il suo senso di incompletezza, il vuoto interiore che spesso avverte, la volontà di comprensione lo spingono ad analizzare la realtà ed egli, che sia filosofo, scienziato, teologo, tenta sempre di trovare risposte sulla sua natura e sulla natura del mondo.

La spiritualità è antica quanto l’uomo e precede la nascita delle religioni che cercano solo di incanalare e inquadrare questa spiritualità originaria in dogmi e precetti che provocano solo divisioni, esclusioni e violente chiusure.

Lo yoga è libero da ogni tipo di categoria, esente da concetti di “peccato” o “colpa”, contempla un percorso di auto-miglioramento ed evoluzione spirituale che, vita dopo vita, è destinato a raggiungere l’unione con lo spirito cosmico.

Nello yoga vigono libertà e rispetto assoluti. L’azione nasce dal proprio livello di evoluzione spirituale e non può essere giudicata come giusta o sbagliata, bensì solo osservata in considerazione del contesto nel quale si verifica.

Ci sono principi di riferimento (yama, niyama) che non sono affatto comandamenti imposti, quanto piuttosto comportamenti che compaiono, in modo naturale, lungo il sentiero spirituale come prodotto di un lavoro compiuto su di sé e sulle proprie attrazioni da qualunque creatura che ricerca la Verità.

Siamo tutti predestinati a raggiungere la Realizzazione, l’unica variabile è la tempistica. Il ricercatore sincero è attratto in maniera naturale sulla via della Liberazione e passa, piano piano, da una situazione di ignoranza (avidya) ad una maggiore consapevolezza e finalmente a quella della saggezza e dell’illuminazione (moksha).

Lo yoga non presuppone una fede cieca nelle tecniche tramandate; si basa, invece, su pratiche sperimentate nei secoli dai saggi (rishi) e da ogni praticante durante il proprio percorso spirituale (sadhana).

Lo yoga non offre risposte quanto strumenti, la cui efficacia viene sperimentata e giudicata per esperienza diretta dallo stesso praticante.

Come ogni grande Maestro Spirituale, qualunque sia la fede, ci lascia intendere che esistono tante vie d’accesso alla conoscenza e alla verità quanti sono coloro che la cercano.

Lo yoga ha una visione olistica e unificante della Realtà e del Sacro. Non è settario, bensì rispettoso del percorso che ogni creatura fa nella propria vita, perché le diversità sono solo diverse prospettive dalle quali, per motivi storici, geografici, spirituali, si guardano le stesse eterne verità.

Lo yoga guida, in modo pacifico, verso una Spiritualità Universale che scaturisce dai bisogni di tutti gli uomini: pace, gioia, amore.