Soli nella folla

Sei qui-e-ora: Home / Articoli Yoga / Soli nella folla

Soli nella folla

sintesi di Annalisa Ceccatelli

Francesca Bonsignori è l’autrice dell’articolo “Soli nella folla” pubblicato sul numero 92 di aprile/maggio 2020 della rivista Vivere lo Yoga.

Le nostre sensazioni riguardo al mondo che ci circonda cambiano da momento a momento: una stessa cosa ci può apparire piacevole o spiacevole in occasioni diverse. 

La solitudine, ad esempio, viene interpretata da ognuno secondo il carattere e gli influssi esterni del momento.

Una persona centrata si rende conto che è necessario esaminare ogni situazione da più angolazioni “per armonizzarsi” e vivere meglio. Chi pensa che si debba meditare nel silenzio assoluto non sa che chi “medita realmente” non si accorge di ciò che succede intorno, anzi la confusione intensifica la qualità della concentrazione (“caos esterno VS armonia interna”).

Lo Yoga ricerca una condizione di centratura, lo yogin è immerso nel proprio sé, decide quali stimoli esterni e interni far “passare” per migliorare la “salute, il benessere e l’equilibrio”, niente lo disturberà. 

Quando siamo stanchi e nervosi invece il caos sarà insopportabile. Se siamo tranquilli nessun rumore sarà molesto, come bimbi che giocano senza considerare cosa succede intorno; solo lo stress di ogni giorno ci potrà rendere sensibili alla confusione.

Con alcune tecniche possiamo imparare a concentrarci sullo spazio della psiche, sulla presenza del corpo e sulla percezione della vita: sarà così coinvolgente da percepire la positività in tutto ciò che è intorno a noi.

Nella visione tantrica vivere pienamente il mondo esteriore è un traguardo, tutto ci da la possibilità di migliorare il nostro equilibrio, dobbiamo praticare di più la percezione sensoriale esterna. 

Trovarsi soli nella folla è per lo yogin una situazione perfetta di “isolamento”. Secondo la tradizione indiana tutti costruiamo il nostro mondo nella mente e siamo responsabili di scegliere di esplorare paradisi e inferni: cioè in quale realtà vogliamo vivere.