Sempre Vincenti

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Sempre Vincenti

sintesi di Daniela Barbieri

Sul numero 56 del 2014 la rivista “Vivere lo Yoga” propone un articolo di Marco Mandrino, insegnante yoga e fondatore dell’ Hari-Yoga, dal titolo “Sempre Vincenti”.
Mandrino, nel proporci un argomento molto complesso ed interessante, ci ricorda che essere vincenti è una prerogativa della nostra società ed aggiunge anche che vincere significa che qualcuno perde. Questo è il concetto che abbiamo di vincente, da cui deriva il conflitto vincitore-perdente.
Nella cultura occidentale il pensiero più diffuso è che il benessere non sia per tutti, il ché ci porta a desiderare di far parte dei privilegiati. Più si accumula e più si vince e, chi non accumula è, naturalmente, un perdente.
L’autore, invitandoci a riflettere, afferma che potremmo scoprire quanto la spirale del possesso infinito ci impedisca di godere di quanto già possediamo, perché continuamente lanciati verso nuovi oggetti. Tutto ciò, continua l’autore, si amplia anche alle relazioni con gli altri. E’ vincente chi ha una bella casa, una bella auto ecc…e la pubblicità gioca un ruolo rilevante, in particolare, se chi fa la pubblicità è un personaggio famoso.
Il bisogno di condividere ciò che facciamo implica che passiamo gran parte del tempo, come sottolinea Mandrino nell’articolo, a promuovere la nostra immagine. Le persone, intorno a noi, devono sapere che esistiamo e siamo dei vincenti. Dobbiamo creare invidia negli altri e non importa se ciò procura gioia o meno.
Sarebbe più semplice gioire insieme agli altri di ciò che la vita offre. Dobbiamo sostituire il possedere e fare, invece, ciò che veramente desideriamo. Smetteremo di desiderare ciò che abbiamo e non ci lamenteremmo per ciò che non possediamo.
La prospettiva cambia e l’autore sostiene che sia di aiuto anche nelle discussioni con gli altri. Aprire la mente e vedere la realtà sotto diversi punti di vista aiuta a far svanire la distinzione fra vero e falso. La vita va affrontata con consapevolezza e non è necessario che ci siano vincenti o perdenti.
Mandrino racconta che fin da piccolo ha sviluppato una certa simpatia per i perdenti e per coloro che non si arrendono. A lui piace questa umanità e non per spirito di vendetta o risarcimento: vincente è chi, pur non essendo ricco, vive con dignità accettando la vita con le sue perdite e le sue sconfitte.
Ci confida che il suo immedesimarsi con i perdenti lo conduce, quando si trova in un momento da lui definito “perfetto”, a sentire l’esigenza di interromperlo. A suo dire quando si è deboli si è anche più sensibili e certi momenti tragici della vita appaiono come una nuova pagina bianca.
E’ bene che ci siano le “sconfitte”. L’indomani è un altro giorno e possiamo cancellare i valori vissuti fino a quel momento. Possiamo cominciare da capo riflettendo sui nostri comportamenti e sui nostri personaggi importanti per vedere se esistono modelli vincenti o, invece, portano solo tristezza.