Sei tu il mio Guru?

sintesi di Anna Orsini

Francesca Hezi, con un articolo pubblicato sul n. 57 – Luglio/Agosto 2014 – della rivista “Vivere Lo Yoga,” ha affrontato il tema alquanto spinoso: come riconoscere il proprio insegnante di yoga.
L’autrice evidenzia come il temine Yoga sia ormai entrato nel quotidiano e, grazie al grande eco mediatico che accompagna questa disciplina, si assiste ad un enorme proliferare di scuole Yoga e disquisizioni sull’istruttore più famoso o lo stile più diffuso.
Partendo dal presupposto che non esiste un programma perfetto – e neppure un insegnante perfetto – e che lo Yoga è una disciplina molto personale, la ricerca della propria guida è tutt’altro che semplice e scontata.
Tutti gli insegnanti, inizialmente e nonostante la loro diversità, possono apparire impeccabili e, tuttavia, ben presto l’insorgere di alcune difficoltà scoraggiano lo studente e gli provocano disagio.
Trovare il proprio maestro è spesso una questione di feeling, un qualcosa che si sente con il cuore piuttosto che con il corpo e con la mente.
Il buon insegnante non deve essere autoreferenziale, deve tendere invece a “correggere e riallineare” gli allievi, alleviandone lo stress e risvegliandone l’interiorità. Il riallineamento fisico, mentale ed emozionale dell’allievo non può prescindere da un insegnante che abbia esperienza, che entri in contatto in modo pacato e sereno e che induca fiducia e rispetto .
Gli esercizi devono potersi svolgere in un ambiente pulito, ordinato e amato. Il buon insegnante non impone nulla e non fissa mete di perfezione, indica, invece, con dolcezza e fermezza, la strada che l’allievo percorrerà da solo e nel rispetto dei propri tempi e caratteristiche.
La competenza dell’insegnante deve spaziare dal corpo, alla mente, alle emozioni, perché lo Yoga, interessandosi all’individuo nella sua interezza, ricerca l’armonia.
Di fronte al proprio maestro occorre percepirsi calmi, sereni e fiduciosi; questo ci dice che è quello giusto.
Affidiamoci all’antico proverbio buddista che dice “quando lo studente è pronto, il maestro appare