Rilassamento Totale

sintesi di Luisa Bafile

 

In questo articolo di Ilaria Evola, apparso sul n. 57 Luglio-Agosto 2014 della rivista “Vivere lo Yoga”, si tratta un argomento molto interessante e di attualità. Ci si chiede quale sia il rapporto tra produzione di cortisolo e stress e come la pratica Yoga possa essere utile per recuperare l’equilibrio.

Di fronte a un pericolo, nell’organismo si attiva un sistema complesso che porta al rilascio di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Tale ormone ha vari effetti, coerentemente finalizzati a supportare il meccanismo di “lotta o fuga” di fronte al pericolo. Tale meccanismo è congegnato per avere una durata limitata nel tempo, per la sola necessità di far fronte al pericolo. In tal modo l’organismo ritorna facilmente nella condizione di equilibrio.

Quando però la condizione di pericolo non è reale, come accade in tutte quelle condizioni definite di “stress”, il cortisolo non viene utilizzato e il suo livello nel sangue aumenta. Ciò comporta il verificarsi di una ampia serie di condizioni che, per la loro presenza frequente o addirittura continua, portano a stati patologici.

Vivere sotto pressione, consumare in eccesso caffè e mantenere uno stile di vita sedentario contribuiscono a mantenere elevati livelli di cortisolo nel sangue.

Di conseguenza:

  • il riposo e il rilassamento notturno sono disturbati e al mattino ci si sente stanchi e appesantiti;
  • la capacità di utilizzare il grasso presente nelle riserve per produrre energia diminuisce, e aumentano l’accumulo di grasso e il peso corporeo;
  • i meccanismi di autoriparazione sono meno attivi e la produzione delle cellule destinate alle difese immunitarie è rallentata;
  • la capacità di digerire il cibo si riduce e diminuisce anche l’assorbimento intestinale delle sostanze necessarie, nonché la crescita della flora batterica intestinale;
  • la sintesi del collagene è inibita e così la corretta idratazione cutanea, con conseguente invecchiamento precoce della pelle;
  • la sensibilità al dolore aumenta: quando i livelli di cortisolo rimangono alti per un lungo periodo di tempo, le ghiandole surrenali cominciano a indebolirsi, generando un aumento dei livelli ematici di prolattina, che porta ad una maggiore sensibilità del corpo a particolari tipi di dolore, come il mal di schiena e i dolori muscolari.

Nel tempo, gli alti livelli di cortisolo nel sangue riducono l’attività delle ghiandole surrenali con conseguente sensazione di stanchezza cronica. Questo sintomo può far concludere che si soffra di depressione, quanto invece è da attribuire all’eccesso in circolo di cortisolo, che condiziona l’umore, il senso di fame e, quindi, complessivamente il benessere.

Cosa può fare lo Yoga

Alcuni studi hanno dimostrato che già dopo due ore di pratica Yoga le onde alfa e theta del cervello aumentano del 40%. L’effetto sul cervello è mediato da sostanze (endorfine e serotonina) responsabili del buonumore e del senso di benessere: non si tratta quindi di suggestione ma di un’azione biochimica scientificamente dimostrabile.

E’ stato anche osservato, in uno studio condotto dal Jefferson Medical College di Philadelphia in collaborazione con la Yoga Research Society, che già alla prima sessione di Yoga si riduce il livello di cortisolo nel sangue. Questo fatto, insieme all’aumento dell’ossigenazione sanguigna (dovuta sia all’attività fisica che a una più corretta respirazione) e all’allungamento muscolare, produce una risposta di rilassamento.

Altri suggerimenti per ridurre i livelli di cortisolo nel sangue sono:

  • Attività fisica. La paura di fronte a situazioni nuove e la scarsa fiducia in sé stessi aumentano il livello di cortisolo. Qualunque attività fisica, e soprattutto lo Yoga, ha effetti positivi sull’ansia e contribuisce nel lungo periodo a ridurre i livelli ematici dell’ormone dello stress;
  • Sedersi ad occhi chiusi per meditare. Nel momento in cui il respiro si calma, si attiva il nervo Vago, che riduce il battito cardiaco, la pressione sanguigna e il cortisolo in circolo;
  • Socialità. Stare insieme agli altri e provare emozioni positive di gioia e allegria aumenta la produzione di dopamina e endorfine, che hanno effetto sull’eccesso di cortisolo. Cercare il sostegno e l’affetto degli altri in situazioni di difficoltà o di stress ci fa sentire protetti: il nervo Vago risponde al contatto umano rilassando il sistema nervoso parasimpatico. Si riduce quindi la risposta biologica “stressata”, caratterizzata da tachicardia e pressione alta dovute all’eccesso di cortisolo;
  • Ridere. Contribuisce notevolmente alla riduzione dello stress. E’ uno dei metodi per sbloccare il diaframma e accedere a una respirazione completa e profonda;
  • Ascoltare musica. Gli effetti della musico-terapia sono abbastanza conosciuti. Ascoltare la musica che amiamo ci aiuta a individuare e liberare le emozioni più profonde che non riusciamo ad esprimere;
  • Dieta. Anche una dieta sana ed equilibrata, che riduca al minimo le proteine animali, è raccomandata. Per contrastare la fatica si può ricorrere a medicine ayurvediche, come il cosiddetto “ginseng indiano”.