Praticare Yoga attraverso il canto

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Praticare Yoga attraverso il canto

a cura di Marco Mandrino e dell’associazione Hari-om

L’utilizzo della voce e del suono nella pratica dello Yoga esiste in quasi tutti gli “stili” ed è la forma di pratica più antica. L’uso del suono risale come minimo a 5000 anni prima di Cristo, mentre l’Hatha Yoga è molto probabilmente antico di solo 2000 anni. Vi sono stati Rishi o grandi Maestri che come sola pratica per la loro intera esistenza hanno ripetuto un unico e semplice mantra. Vi sono invece scuole e tradizioni che fanno capo ad una visione integrale dello Yoga che utilizzano un intero spettro di tecniche che prevedono l’utilizzo della voce del corpo e della mente o anche la semplice contemplazione.
L’impiego della voce , specie nel canto devozionale, è parte fondamentale del Bhakti Yoga (della devozione) ed è tutt’ora la via più seguita in India sia dai “ricercatori spirituali” che dalla “gente comune”. In particolare, nelle tradizioni della corrente Vaishnava, il canto è la principale tecnica praticata.
Il canto devozionale chiamato Kirtan o Bajan, a seconda che sia fatto a chiamata e risposta oppure cantando tutti insieme contemporaneamente, è stato assente in occidente fino a pochi anni fa, ma sta rapidamente diventando una tecnica praticata da un numero sempre maggiore di persone, a volte come supporto all’Hatha Yoga e altre volte al Mantra e Japa Yoga (ripetizione rituale o silenziosa di mantra). Praticare il canto devozionale, lasciandosi andare totalmente, ha un effetto immediato sullo stato fisico e psichico.
Cantare in coro trasmette gioia, aiuta la concentrazione, trasmette una carica energetica incredibile ed è la tecnica più potente per portare energia a Anahata Chakra, il chakra del cuore. Inoltre Kirtan ed il Bajan è praticato principalmente in Sanskrito, il linguaggio più antico, utilizzato unicamente per comunicare con gli aspetti Divini e con la frequenza energetica più alta.
Il Sanskrito ha un valore energetico altissimo e le sue lettere e parole se ripetute costantemente, hanno un effetto dirompente all’interno dell’essere, rimuovendo blocchi energetici fino ad avere risultati terapeutici sbalorditivi. In tutte le scritture religiose e spirituali delle diverse tradizioni, Bibbia, Corano, Veda ecc, si fa chiaro riferimento al fatto che il suono è il principio creatore.
Tutto ciò che ci circonda, noi compresi, è assimilabile a una vibrazione energetica, pertanto siamo affetti dai suoni che ci circondano e che utilizziamo.
Mentre in Italia il Kirtan non è ampiamente praticato, negli USA e in Australia vi sono ormai Yogi e Yogini che si sono completamente dedicati, producendo una serie di composizioni che vanno oltre la tradizione indiana.
In India, infatti, Kirtan e Bajan , sono per lo più praticati su una base musicale costante, con un’unica nota, su cui si cantano i mantra con variazioni di tonalità. In occidente, invece, vi sono autori che creano vere e proprie canzoni utilizzando un semplice mantra.
Oltre ad essere un ottimo supporto per la pratica, queste composizioni sono normali brani di ascolto di ottima e piacevole qualità.
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(Articolo pubblicato sul n. 26 della Rivista “Vivere Lo Yoga” Maggio-Giugno 2009 editore Cigra 2003 srl Milano che si ringrazia per la gentile concessione