Posizione a testa in giù e pressione oculare

sintesi di Anna Paoletti

Sulla n. 10 della rivista “Yoga+” di aprile / maggio 2008, è apparso un articolo dell’Accademia Americana di Oftalmologia (American Academy of Ophtalmology) relativo ad uno studio sui cambiamenti della pressione oculare nell’esecuzione di Sirsasana (posizione a testa in giù); lo studio è stato condotto dal dott. Krishna Raman, allievo del maestro B.K.S. Iyengar.
Lo studio aveva lo scopo di provare gli effetti delle posizioni yoga sul corpo umano, senza continuare a basarsi sulle supposizione tradizionali. Per lo svolgimento dello studio, è stata misurata la pressione intraoculare con l’utilizzo di uno strumento chiamato tonometro (misurazione non invasiva) in una situazione di riposo e subito dopo l’esecuzione di Sirsasana, suddividendo le misurazioni in base al tempo di permanenza nella posizione.
I valori ottenuti sono stati messi in correlazione coi dati personali relativi alla morfologia dell’occhio e con informazioni quali età, razza e da quanto tempo il soggetto praticasse yoga.
Il campione era composto da soggetti asiatici e non, uomini e donne, in età compresa tra i 15 e i 75 anni.
La normale pressione intraoculare si aggira fra i 10 e i 18 mmHg e può raggiungere i 20; i valori al di sopra di questo intervallo possono provocare problemi di salute, danneggiando la retina.
Ecco i risultati:

  • in tutti i partecipanti è stato riscontrato un aumento della pressione nel momento in cui hanno assunto la posizione;
  • l’aumento è risultato due volte più alto di quello misurato nel momento in cui il soggetto abbandonava la posizione capovolta;
  • la pressione è salita in tutti i partecipanti, indipendentemente dalle caratteristiche biometriche dell’occhio;
  • non ci sono prove che confermassero danni in soggetti che praticano abitualmente.

In sostanza, nonostante l’aumento momentaneo della pressione intraoculare, non sono stati riscontrati effetti dannosi a lungo termine. Si consiglia comunque di farsi misurare la pressione a riposo prima di iniziare a praticare posizioni capovolte.
E’ stato notato che soggetti che abitualmente assumono la posizione a testa in giù, tendono ad avere una pressione oculare più bassa a riposo, ma è presto per affermare che questo possa evitare il glaucoma.
In generale la posizione a testa in giù è un esercizio che energizza l’intero corpo. Il flusso sanguigno verso il cervello è autoregolato, quindi non aumenta; tuttavia, si tratta di una posizione che mette a dura prova i meccanismi di autoregolazione dell’organismo, specialmente andando in avanti con gli anni.
In conclusione l’autore dello studio si augura che la ricerca aiuti a capire meglio la dinamica dell’organismo durante l’esecuzione degli esercizi di yoga.