Non solo Asana

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Non solo Asana

sintesi di Daniela Barbieri

Gianni da Re Lombardi, sul n. 41 – Marzo 2010 – della rivista “Yoga Journal” propone una riflessione su come in alcuni testi sacri indiani si parli di quelle che comunemente vengono chiamate asana. Se si sfoglia lo “Yoga-sutra” di Patanjali ad esempio, ci si accorge che ben poco spazio è dedicato alle asana. I motivi di ciò, si legge nell’articolo, potrebbero essere due: forse Patanjali dava per scontata la conoscenza delle posture dello Yoga, oppure, all’epoca del maestro, le posture erano ancora in fase iniziale e sarebbero diventate solo più tardi basilari nel percorso della conoscenza dello Yoga.

Sono svariati i testi tradizionali in cui si parla di asana ed alcune delle posizioni descritte in questi antichissimi testi sono praticate ancora oggi. Uno di questi testi, il più recente, ovvero lo “Shiva Samhita” ci dice addirittura che le asana sarebbero 84 milioni e solo la bontà di Shiva ha permesso di arrivare a selezionarne ottantaquattro principali. Potremmo sicuramente trovare altri testi e scoprire altre notizie sulle asana ma in definitiva i testi non ne offrono una visione univoca e questo è da ricondurre sicuramente ad una difficoltà di trasmissione dei testi e dal notevole spazio temporale che, spesso, si registra fra un testo e l’altro.

Può essere perciò difficile per noi concepire come diverse tradizioni e interpretazioni siano confluite nello yoga moderno offrendoci molteplici sfaccettature. I testi tradizionali e quelli degli yogi più moderni ci vengono in soccorso e aiutano l’allievo a districarsi all’interno del mondo delle asana che, si ricorda ancora all’interno dell’articolo, servono a preparare il corpo fisico all’immobilità, una immobilità che si alimenterà con il pranayama e che, a sua volta, permetterà la concentrazione della mente. Tutto ciò per permetterci di arrivare alla meditazione, traguardo della pratica e del rilassamento che permette al corpo fisico e mentale di purificarsi.

L’articolo si conclude indicando come le asana sono considerate nello yoga moderno. Ci troviamo spesso di fronte a varie classificazioni di posture ma queste vanno sempre considerate in modo indicativo. Ci sono posizioni che si ritrovano in più di una categoria ma ciò non deve preoccuparci.

Fondamentale è la modalità con cui vanno affrontate e cioè ogni asana, che debba essere mantenuta per pochi secondi o per qualche minuto, deve essere eseguita senza provare disagio articolare, fiato corto, o tremolii muscolari. Pantanjali lo affermava nei suoi scritti e lo ritroviamo alla base di ogni insegnamento dello yoga moderno.