Meditazione

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Meditazione

Percorso verso l’illuminazione o fuga dalla realtà?

sintesi di Maria Ligori

Alcuni esperti del settore cercano di rispondere a questa domanda sul n. 8 di “Yoga +” (dicembre 2007 – gennaio 2008).
Prima di tutto si precisa che la Meditazione risale a 5.000 anni fa con le sue tante variazioni: vedica, buddista, musulmana, ebraica, cristiana; guidata, libera, plurisensoriale, ecc.
Si pensa spesso alla Meditazione come un mezzo per sfuggire alla realtà e alle responsabilità che essa richiede; come un viaggio della fantasia o l’ascolto di musica new age, oppure un metodo per nascondersi le proprie incapacità nei rapporti con gli altri. Essa “nel suo significato originario della dottrina dello yoga é la conversione della mente verso l’interno di noi stessi” e attraverso di essa ognuno può capire il proprio rapporto con il mondo che lo circonda.
Non si può strumentalizzare o ideologizzare la Meditazione, pensando che attraverso di essa si diventi saggi, sereni e sani fino al raggiungimento del Nirvana. La Meditazione é un percorso finalizzato al contatto con la natura più intima dell’individuo. Però la pratica autonoma della Meditazione può essere pericolosa per chi non é sufficientemente maturo da riuscire a staccarsi dall’io e per chi è mentalmente instabile, oppure per chi non ha un buon rapporto con il proprio corpo. In tali casi si consiglia la Meditazione guidata dall’insegnante.
Il contatto con il nostro vero essere può rappresentare un punto saldo della nostra vita.
Meditare non vuol dire fuggire dalla realtà, disinteressandosi della propria vita quotidiana; meditare é “l’esperienza della realtà”, e percepire la “pura coscienza” nascosta dietro pensieri ed emozioni; solo in tal caso meditare porta forza, gioia, amore.
Durante la Meditazione é importante che l’individuo capisca se si trova sulla strada della liberazione spirituale piuttosto che su quella della fuga dalla realtà. Un segnale può essere quello di sentirsi meno prigionieri di paure o pregiudizi e invece più disponibili verso tutti e tutto con fiducia, amicizia, gioia.
La meditazione inoltre non risolve di per sé i problemi di chi la pratica, ma può aiutare a migliorare il modo di porsi di fronte ad essi, attraverso il contatto con il proprio essere puro, “inteso come potenziale di creazione non manifestato”. Non si può neanche affermare che la cura della mente porti alla guarigione di patologie che richiedono l’intervento del medico.
Chi ha eccessive aspettative dalla Meditazione non approda a nulla, mentre chi si aspetta il giusto può arrivare a capire meglio le proprie condizioni di vita e migliorarle.
Meditare è difficile se non si fa con una guida e per gradi (yama, niyama, asana, pranayama e pratyahara) e solo così può condurre ad affrontare meglio le paure, le insicurezze, e tutti i problemi del rapporto con gli altri.
Bisogna meditare con il cuore e con la mente, cioè con il puro amore e la pura coscienza, unica nostra realtà.
In conclusione meditando non ci si stacca dalla realtà ma si rimuovono gli ostacoli per la conoscenza della nostra vera natura e, quando si riesce a farlo, la nostra vita appare nella sua pienezza e bellezza.