Meditate una volta mediterete sempre

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Meditate una volta mediterete sempre

sintesi di Marco Iannotta

L’articolo a firma di Giuseppe Videtti, apparso su “IL VENERDI” supplemento a “La Repubblica” del 22 giugno 2018, presenta i risultati di uno studio durato due anni, il progetto Quiet Time Meditate Lucca, condotto dalla Scuola Imt Alti Studi di Lucca in collaborazione con la David Lynch Foundation, finalizzato a mostrare gli effetti della Meditazione Trascendentale (MT) sul cervello umano.

La MT, resa popolare negli anni Sessanta da Maharishi Yogi, è oggi diffusamente associata al benessere psicofisico come pratica antistress e vanta sostenitori del calibro di Bill Clinton, Martin Scorsese, Oprah Winfrey oltre al regista David Lynch che, attraverso la sua fondazione, da anni supporta finanziariamente ricerche volte ad accreditare la MT come strumento clinicamente valido nel superamento dei traumi, riduzione di aggressività e apatia, difficoltà di concentrazione e aumento della produttività.

I risultati del progetto Quiet Time sono stati presentati al congresso annuale della Organization for Human Brain Mapping, tenutosi a Singapore nel giugno 2018, dove neuro-scienziati provenienti da tutto il mondo hanno discusso le più recenti scoperte sul funzionamento del cervello umano.

La prima esperienza di meditazione in scuole secondarie è partita nel 2014 grazie al supporto della David Lynch Foundation e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il protocollo di ricerca del Molecular Mind Laboratory della Scuola Imt Alti Studi di Lucca ha coinvolto oltre ottanta volontari, tra cui studenti e docenti dell’Istituto Superiore Sandro Pertini di Lucca e trentaquattro universitari della stessa Imt.

In una prima fase studenti e docenti sono stati sottoposti a test psicometrici all’inizio e alla fine di un periodo di tre mesi in cui sono stati introdotti alla pratica di meditazione, due volte al giorno per 15-20 minuti: al termine dei tre mesi tutti i volontari hanno mostrato una significativa riduzione dei livelli di ansia e di stress ed una migliorata qualità del sonno.

Gli universitari dell’Imt sono stati invece divisi in due gruppi, un gruppo meditante ed un gruppo di controllo: al primo è stata richiesta una pratica meditativa di tre mesi, mentre al secondo di non modificare le proprie abitudini quotidiane.

All’inizio e al termine dei tre mesi, entrambi i gruppi sono stati sottoposti agli stessi test psicometrici di studenti ed insegnanti e ad un esame di risonanza magnetica funzionale volto a monitorare le aree cerebrali che subiscono modificazioni durante la pratica e l’afflusso di sangue ossigenato alle diverse aree del cervello.

L’analisi dei risultati ha evidenziato come la pratica della MT dopo soli tre mesi migliori la modalità con cui le regioni cerebrali comunicano tra loro non soltanto durante la meditazione ma in ogni momento della giornata.

Lo studio conferma dunque come l’apprendimento e la ripetizione di alcune esperienze lascino una traccia nel funzionamento del cervello, modificando il modo in cui esso funziona e lavora, come se fosse in uno stato meditativo prolungato nel tempo.

Dal momento che i benefici della MT nel medio e lungo termine non si limitano al solo cervello ma coinvolgono l’intero organismo, i ricercatori vorrebbero allargare il campo di analisi prendendo in considerazione un campione più ampio di volontari e diversi indicatori (genetici, cardiovascolari, clinici e metabolici).

In un futuro non troppo lontano la meditazione potrebbe divenire, al pari della corretta alimentazione e di una regolare attività fisica, uno dei segreti per vivere più sani e più a lungo.