Meditare o Agire?

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Meditare o Agire?

sintesi di Anna Orsini

 

Elisa Francese è l’autrice di un articolo, apparso sul n. 61 – Marzo/Aprile 2015 – della rivista “Vivere lo Yoga”, sulla dicotomia agire/non agire.

L’autrice afferma che lo yoga è costituito di asana e di meditazione e che il fine ultimo delle asana è una “comoda posizione seduta” che permetta di rimanere a lungo nello stato estatico della meditazione.

La pratica faticosa sul tappetino e le diverse sequenze servono al corpo per conquistare l’elasticità necessaria, per stare in maniera perfetta in siddhasana.

Inizialmente, attraverso movimenti consapevoli, si percepisce ciò che accade al corpo, a livello fisico; in seguito, la percezione si assottiglia e si inizia a percepire ciò che accade all’interno, sentiamo e controlliamo l’energia che ci attraversa e che cresce in noi.

Durante la meditazione, lasciando andare la mente, attraverso le numerosissime tecniche, possiamo arrivare a sperimentare il samadhi, la beatitudine.

La meditazione diventa, così, l’unico momento di vita vera, di pieno piacere. In quello spazio di quiete, di silenzio, di pace, troviamo il radicamento, la calma e la saggezza.

Al suo confronto, la vita materiale potrà apparirci di valenza inferiore, grezza, quasi inutile. Ecco perché, per alcuni, la fuga dal mondo, l’ascetismo, diventano quasi una scelta obbligata- Non così per tutti.

Per la maggior parte di noi, il terreno di gioco su cui portare avanti la partita della vita è il mondo con le sue fatiche, le sue difficoltà, le sue piccolezze.

Ecco che yoga e meditazione, diventano ciò che in Ayurveda è chiamato ojas, l’olio, il nutrimento delle nostre azioni.

Lo Spirito dello Yoga cala nel nostro quotidiano, ci guida nelle scelte, ci rende guerrieri forti e illuminati nelle azioni.

Il cerchio si chiude: la fatica sul tappetino, le vette raggiunte in meditazione, hanno risvegliato in noi la nostra forza vitale, ci hanno elevato fino ai nostri livelli più sottili, per tornare nuovi e diversi nel corpo, perché i nostri passi nel mondo siano nuovi, rigenerati e illuminati.