Lo yoga della tradizione

sintesi di Anna Orsini

Swami Virananda – in questo articolo apparso sul n. 63 – luglio/agosto 2015 – della rivista “Vivere lo Yoga”fornisce alcuni spunti sulla tema della Formazione Insegnanti di Yoga.

1.1 Sei studenti volendo accrescere la loro conoscenza di Brahman si recarono presso l’illustre saggio Pippalada, portando in dono il fuoco sacrificale, per ricevere i suoi insegnamenti.

1.2 Il saggio Pippalada disse loro: vivete con me fedelmente per un anno, osservando austerità, continenza e devozione: dopo di che ponetemi pure le domande che desiderate. Se sarò in grado vi risponderò.

Il vero obiettivo dello Yoga è la ricerca della verità unica. La ricerca spirituale è volta al sé che è nel sé. Chi si impegna nello Yoga non può essere superficiale:dedicarsi solo alle asana, a qualche esercizio respiratorio, a qualche pratica di meditazione spesso mal fatta.

I due sutra che riguardano Pippalada, tratti dalla Prashnopanishad possono apparire anacronistici nella loro severità: le Upanishad (alla lettera “seduto accanto a ….”) sottolineano la posizione dei discepoli e del maestro.

La necessità di uscire dal contesto mondano e civile a cui si è abituati. La permanenza nell’ashram del maestro, la devozione e il servizio che gli sono dovuti, permettono un lungo periodo di purificazione e stretta disciplina che, soli, permettono di accedere a certi livelli.

La tradizione dei maestri e dei discepoli dello Yoga è stata scossa dal diffondersi dello Yoga in Occidente.Lo Yoga, disciplina spirituale mirata all’evoluzione, è diventato disciplina fisica, para-sportiva,finalizzata alla ricerca del benessere psico-fisico e ha subito una enorme commercializzazione. I due antichi sutra, nel loro rigore, devono farci molto riflettere su che tipo di Yogavogliamo praticare.