Le tue Vere Parole

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Le tue Vere Parole

sintesi di Anna Orsini

Sally Kempton è l’autrice di un articolo, pubblicato sul n. 81 della rivista “yoga journal” del Marzo 2014, sul tema della parola.
L’autrice afferma che fin dai tempi degli antichi saggi yogi era già stata individuata la tendenza dell’uomo a far fluire inutilmente le parole. Testi quali Yoga-sutra, la Bhagavad Gita e le Upanishad suggeriscono di utilizzare le parole con grande attenzione.
Le parole non sono solo simboli di significati, sono onde di energia. La loro potenza vibrazionale, la loro forza evocativa incidono profondamente e concretamente nelle relazioni con il nostro io e con l’esterno. Le parole non necessarie provocano un inutile dispendio di energie che potrebbero essere usate per pratiche di crescita spirituale.
Le parole sono cariche di emozioni e le trasmettono sia in positivo, sia in negativo, creano atmosfere, indirizzano azioni, suggestionano. Non lasciamo che le parole siano dette a caso, prendiamone consapevolezza.
Praticare la consapevolezza delle parole che usiamo è una forma di yoga. Esse non devono produrre effetti nocivi sugli altri e di conseguenza su noi stessi.
Chiediamoci perché diciamo ciò che diciamo. Da dove nasce questo fenomeno, dove ci porta.
Questo lavoro di introspezione può essere supportato dalle pratiche yoga dei mantra. Questi suoni, sacri e antichissimi, sono ricchi di energie vibrazionali che possono ricalibrare le energie del corpo sottile e dare alle nostre parole maggiore forma, chiarezza e consapevolezza del loro utilizzo, espressività e spontaneità. Il mantra è la parola che libera la mente di colui che la recita ripetutamente.
Se prima di parlare ci ponessimo tre semplici domande, quali “E’ vero? E’ gentile? E’ necessario? Saremmo comunque “costretti” a prendere del tempo, a fare una pausa e forse da quel silenzio nascerebbe una nuova soluzione, un nuovo sentire, un nuovo atteggiamento.
Il segreto per trovare le parole “giuste” che possano ispirare e trasformare non nascono dalla mente o dalla bocca, bensì dal cuore, dove regna la pace, l’accettazione, la luce, la gioia.
Il cuore è il luogo che raggiungiamo in quella breve immobilità della mente e nel suo “silenzio”.