L’antica saggezza del Buddha nel vivere quotidiano

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L’antica saggezza del Buddha nel vivere quotidiano

sintesi di Anna Orsini

Ignazio Accardo è l’autore dell’articolo “L’antica saggezza del Buddha nel vivere quotidiano”, apparso sul n. 91 febbraio / marzo del 2020 sulla rivista “Vivere lo Yoga” .  

L’autore afferma che 2.600 anni fa il Buddha Shakyamuni aveva i nostri stessi dubbi e le nostre stesse angosce, e il suo risveglio spirituale coincise con la scoperta che l’attaccamento è la causa di ogni sofferenza.

L’attaccamento a persone e a cose ci fa rivolgere continuamente il pensiero alle aspettative. Pensiamo che ciò che va bene oggi debba andare bene per sempre,  e che i nostri cari debbano sempre essere sani, felici e realizzati. 

Sappiamo che ciò è impossibile e allora abbiamo paura e ci angosciamo, non tollerando l’idea di separarci  da ciò a cui siamo attaccati. 

L’ego, che si nutre di successi, non sopporta il fallimento delle nostre aspettative e ci tormenta.

L’unico aiuto ci può venire dall’innalzamento del nostro livello di consapevolezza. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che niente ci appartiene e niente è per sempre. Non abbiamo il controllo.

Trovare l’equilibrio significa prendere distanza dalle esagerazioni del nostro ego: non c’è  “niente di speciale” in un momento positivo o in un momento negativo. 

La consapevolezza è un attitudine mentale positiva ed equanime. Non saremo travolti dagli eventi della vita. La perdita di ciò che amiamo, che abbiamo considerato indispensabile, può essere ricollocata in un disegno più grande, che accomuna tutti i destini umani, che non dipende da noi, dai nostri limiti e che non deve generare sensi di colpa o disperazione.

Una visione più lucida, più serena e accogliente, può aiutarci a trovare la pace.