L’Amore incondizionato nel mondo delle condizioni

sintesi di Anna Orsini

Alyona Neskuba – in quest’articolo pubblicato sul n. 65, Nov/Dic. 2015, della rivista “Vivere lo Yoga”, affronta il tema dell’amore senza condizioni.

L’autrice sostiene che tutte le religioni affermano che Dio sia amore e che il motivo principale dell’esistenza sia la capacità di amare, di esprimere e ricevere amore.

Per la filosofia orientale, due persone che si amano esprimono un alchimia divina e attraverso la loro unione percepiscono i segreti dell’Universo e dell’esistenza. L’amore dona la capacità di riprodurre e trasmettere la vita.

Lo scrittore Richard Bach afferma che, quando giungiamo alla fine della nostra vita, l’unica cosa che realmente conti è come abbiamo amato e quale sia stata la qualità del nostro amore.

La nostra cultura ci porta verso un amore “condizionato”, cioè legato a ragioni, giudizi, bilanci; “ti amo perché……. ti amo sé…… Tuttavia, l’idea di un amore “incondizionato, senza se e senza ma, persiste anche se viene considerata utopica.

L’origine di questa idea sta nella filosofia orientale dei Veda e dei sette chakra. L’Universo è stato creato da Dio (l’Assoluto). L’Assoluto si è, consapevolmente, suddiviso nelle due polarità maschile (Shiva, essenzialmente statico) e femminile (Shakti, essenzialmente dinamico). Dalla loro unione prende vita l’intera manifestazione fondata sui processi di creazione e dissoluzione che hanno luogo e si succedono eternamente.

Questo fenomeno continuo può essere definito con una sola parola: “evoluzione”; che è anche l’identità finale del processo.

I principi maschile e femminile si attraggono e tendono ad unirsi per poter tornare alle origini, cioè all’Assoluto indivisibile. Ciò viene ostacolato da Maya, l’illusione del mondo fenomenico in cui viviamo.

L’amore è come un diamante a sette facce, corrispondenti ai sette chakra del corpo umano; non solo centri energetici bensì passaggi dello sviluppo spirituale: dal più primitivo al più elevato.

Ogni individuo percepisce la realtà in relazione al suo chakra più sviluppato. Questa percezione viene chiamata “punto di assemblaggio”. Lo sviluppo spirituale ci permette di oltrepassare e migliorare la nostra visione della realtà. Anche l’amore, come l’essere vivente, ha i suoi passaggi.

  • Muladhara chakra (amore primitivo e istintivo senza sensazioni e senza emozioni);
  • Swadhistana chakra (amore tattile, sessuale, fisico, erotico, mentale);
  • Manipura chakra (amore di emozioni, desideri  possesso, gelosia, passione, dipendenza);
  • Anahata chakra (amore correlato alla mente con i suoi pensieri, ragioni, stereotipi e condizionamenti).

Lo yoga lavora molto su Anahata chakra pulendo il corpo mentale e eliminando informazioni e condizionamenti negativi, concentrando l’attenzione sull’equilibrio, la comprensione, l’accettazione, la compassione.

  • Vishuddha chakra (amore come predestinazione per due persone di stare insieme e procedere insieme nella vita);
  • Ajna chakra (amore come rapporto sinergico, ovvero quando due persone percepiscono la realtà in modo uguale);
  • Sahasrara chakra (amore divino, unione assoluta con tutto ciò che esiste).

Questo ultimo significato è vicino a quello dell’amore incondizionato. E’ un amore puro, senza caratteristiche, senza leggi, senza limiti. Questo amore “primordiale” può anche apparire disumano e spaventare per la sua vastità e freddezza.

Siamo matasse di emozioni, pensieri e sensazioni e praticare questo amore è quasi impossibile. Tuttavia, possiamo sperimentarlo, per breve tempo, se lavoriamo costantemente con la meditazione. Si può meditare sull’amore incondizionato, sul cosmo, sulla dissoluzione, sulla integrazione con tutto ciò che esiste.

Lo scopo dello Yoga è la trasmutazione dell’energia: lo yogin praticando trasforma le vibrazioni basse in vibrazioni alte e viceversa e l’energia si muove e scorre per tutto il corpo.

Se si riesce ad elevare la Kundalini fino al chakra Anahata, allora si può alzare il livello di consapevolezza, di comprensione, accettazione e amore. Amare in modo incondizionato può risultare impossibile; tuttavia, sembra necessario provare sensazioni più pure ed efficaci.