L’altra faccia dell’Ego

sintesi di Anna Orsini

Sally Kemptore è l’autrice di un articolo, apparso sul n. 84 del Giugno 2014 della rivista “yoga journal”, sul tema dell’Ego.
L’autrice afferma che, in sanscrito, il termine ego o è definito come “ahamkara”, ciò che produce il senso dell’io, ciò che ti fa sentire distinto dal resto.
Se nel suo significato basilare l’ego è ciò che ci definisce, tutto va bene quando è in equilibrio e in salute; pericoloso, quando è instabile o debole, perché ci valuta in funzione di qualità e di eventi esterni che non corrispondono al nostro vero io.
Nella tradizione yoga l’ego ha sempre avuto una cattiva reputazione. Nei suoi Sutra Patanjali lo cita come secondo Klesha (afflizioni dell’animo umano).
L’ego lasciato senza controllo e senza consapevolezza, può ostacolare il nostro cammino interiore.
Lo Yoga attraverso l’auto-osservazione (corpo, mente, emozioni ) ci fa comprendere quando siamo alla mercé del nostro ego, dice Sally Kemptore, e aggiunge che più attenzione gli prestiamo, maggiore sarà il suo potere di influenzarci.
Cercare di nutrirlo secondo le categorie del successo, della prestazione, della competizione vincente sulle cose e le persone è una sicura ricetta per stress e infelicità.
Ciò non significa non gioire dei traguardi e dei successi raggiunti, quanto abbandonare gli ostacoli che creano squilibrio nella mente e giudizi negativi e autodistruttivi sul nostro vivere.
Va onorata anche la capacità di fare errori, perché é parte di un processo di auto-osservazione e di consapevolezza amorevole.