La tua Voce

sintesi di Luisa Bafile

In questo articolo comparso su Yoga Journal n. 90 del febbraio 2015, l’autore Maurizio Morelli ci introduce nel mondo dei suoni che l’apparato fonatorio umano può produrre in forma di parole o canto.

Quasi tutte le creature terrestri e alcune di quelle acquatiche hanno la capacità di produrre suoni specifici, attraverso i quali trasmettono informazioni. Questi suoni vengono istintivamente compresi dai membri della stessa specie e, in alcuni casi, anche da quelli di altre: ad esempio, un suono che indica aggressività è compreso anche dalla potenziale preda.

I suoni generati dagli animali sono prodotti attraverso l’apparato fonatorio, ma talvolta sono generati dal movimento ritmico e ripetuto di parti del corpo.

Nella specie umana si esprimono suoni spontanei, come ridere, piangere, urlare, che hanno un significato dipendente dal contesto culturale e suoni significanti, espressi con le parole usate per comunicare.

L’atto del parlare è il principale uso dell’apparato fonatorio umano e la voce è uno degli strumenti più importanti per manifestare pensieri e, attraverso la modulazione del tono, emozioni e sentimenti.

La possibilità di esprimersi attraverso le parole è un potere che può essere usato per favorire la comunicazione, per trasmettere pensieri, immagini e sentimenti; e naturalmente ciò può avere anche effetti negativi se si intende confondere l’interlocutore, ferirlo, ingannarlo.

La menzogna e, in genere, l’uso della parola in senso distruttivo, crea una ferita non solo nel destinatario del messaggio ma anche nel profondo dell’essere che la trasmette. Questa, però, non è un’affermazione moralistica, volta cioè a suggerire un comportamento socialmente corretto, ma è qualcosa di più profondo che trova una risonanza nell’intimo dell’essere umano.

Nello yoga, la sincerità (Satya), l’astenersi dalla falsità e dalla menzogna è uno degli Yama, cioè dei precetti fondamentali indicati negli Yoga Sutra di Patanjali come elementi fondanti della pratica yoga. Se si pensa una cosa e se ne dice un’altra si crea una scissione dentro di sé, una condizione che allontana, anziché avvicinare, il senso di unità dei vari piani dell’essere che lo yoga suggerisce.

Scendendo ancor più in profondità nella visione dello yoga, si può affermare che ogni parola pronunciata non è altro che una variazione del primo suono, il Pranava Mantra OM, emanazione e sostanza del Divino. Dunque, in questo senso, la menzogna e la falsità suonano come un atto contro Dio e il Creato.

All’origine della creazione c’è una vibrazione spirituale, espressa dal suono OM: da essa si sviluppa tutta la varietà del Creato. Le parole e i suoni hanno una vicinanza vibrazionale con il suono primordiale.

La facoltà di esprimere pensieri attraverso le parole è il frutto di adattamenti evolutivi dell’apparato respiratorio. In particolare, secondo gli esperti, circa due milioni di anni fa la laringe si colloca in una posizione più bassa per favorire una migliore risonanza.

Contemporaneamente la mandibola riduce la sua dimensione consentendo una maggiore mobilità della lingua e quindi l’espressione di un suono sempre più variegato e preciso. Un altro elemento importante è lo sviluppo della capacità di astrazione, che incrementa le necessità espressive.

Nello stesso tempo, il sistema nervoso si adegua e nella parte frontale del cervello si sviluppa un’area specifica dedicata all’elaborazione del linguaggio (area di Broca) e una dedicata alla comprensione (area di Wernike).

La produzione del suono e delle parole nell’essere umano è un processo complesso che coinvolge corpo e psiche.

L’apparato respiratorio (naso, faringe, laringe, trachea, bronchi e polmoni) è il motore e il mezzo di trasporto della voce, fornendo l’energia per la produzione del suono.

La laringe, in particolare, è il “luogo della voce”: in essa sono contenute le due corde vocali, la cui vibrazione origina il suono, la parola, il canto.

La bocca, la testa e il tronco attraverso il movimento del diaframma fungono da cassa di risonanza, dando spessore e sfumature diversi ai suoni e alle parole. Infine la lingua e le labbra permettono di rifinire e precisare l’emissione del suono.

La scienza del Mantra è la ripetizione della sillaba sacra OM cui possono aggiungersi altri suoni o parole dotati di particolari vibrazioni.

Mantra significa “protezione della mente” e il suo fine è di sostituirsi al chiacchiericcio mentale, sviluppando la capacità di ascolto, di rinuncia e di silenzio. L’ascolto è indispensabile per individuare le vibrazioni sempre più sottili; la rinuncia è l’accettazione mentale del fatto che il Suono Sacro è dentro di noi, così come in ogni luogo, e non siamo noi a crearlo; il silenzio è l’unico luogo dove il Suono Sacro può realizzarsi completamente.

Sta scritto nella Gheranda Samhita, uno dei testi classici dello Hatha Yoga, che “Il respiro di ogni persona genera, entrando, il suono ‘Sah’ e, uscendo, quello di ‘Ham’. Questi due suoni uniti fanno So ‘Ham (‘Io sono Lui’) la suprema identificazione con Atman, il principio o sostanza spirituale.”.

Ogni essere umano, respirando, ripete ininterrottamente questo Mantra, anche se inconsapevolmente.

E’ una vibrazione assolutamente personale, che rende possibile l’accesso alla vera natura della propria individualità.