La Solitudine

Sei qui-e-ora: Home / Articoli Yoga / La Solitudine

La Solitudine

sintesi di Anna Orsini

 

Silvia Ornaghi affronta, sul n. 59 – Novembre/Dicembre 2014 – della rivista “Vivere lo Yoga”, il tema della solitudine.

L’autrice afferma che secondo Einstein la solitudine sia uno dei grandi paradossi della natura umana.

Se, infatti, è una condizione ricercata per poter ristabilire armonia interiore e lucidità e, nel riposo, individuare fonti di ricarica energetica, è anche paura del vuoto, e di ciò che in esso può nascondersi.

Nella solitudine, nell’assenza delle asfissianti pressioni dell’esterno, siamo costretti a guardare dentro. Ciò che potremmo vedere ci fa temere di non sopportarlo, di non padroneggiarlo, di non poterlo accettare.

Per cui, sfuggire alla solitudine, qualsiasi attività o passività tutto può essere utile. In tal caso, forse, la lingua inglese può venirci in aiuto.

Infatti, per la parola solitudine esistono due termini “loneliness”, che esprime l’angoscia di chi si sente solo, l’antico horror vacui, e “solitude” che sottolinea invece il senso di tranquillità, di appagamento psicofisico che dimora nel “sapersi bastare”.

Lo yoga conduce tramite la consapevolezza del respiro e del corpo nei movimenti, alla concentrazione interiore spontanea e alla profonda conoscenza del Sé.

L’energia caotica che, in quanto risposta agli stimoli esterni, vibra sempre in noi, si placa; siamo in armonia con noi stessi e la solitudine smette di essere uno spettro inquietante per diventare una fonte di strumenti di crescita, di energia, di creatività.

Ci si sente parte del mondo, ora, qui, soli  in compagnia di sé stessi.