La mia stanza segreta

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La mia stanza segreta

sintesi di Anna Orsini

 

Maxim Savarè è l’autore di un articolo, pubblicato sul n. 57 – Luglio/Agosto 2014 – della rivista “Vivere lo Yoga”, sul tema dell’isolamento.

L’autore afferma che ognuno di noi ha una percezione personale di ciò che è realmente importante e ciascuno gestisce il proprio lato sensibile in maniera differente.

Nel corso degli anni il nostro bagaglio personale di emozioni, esperienze, ricordi e segreti è andato aumentando e ciò fa di noi ciò che siamo. C’è chi ama condividere, chi si chiude in se stesso, chi interagisce profondamente con la famiglia, con gli amici, con il prossimo e, tuttavia, tutti abbiamo periodicamente bisogno di estraniarci per ritirarci in una dimensione privata in cui custodiamo il nostro io profondo.

Immaginiamo questa dimensione come una stanza segreta personale, della quale solo noi abbiamo la chiave: chi accumula in maniera compulsiva, chi accatasta disordinatamente, chi ordina ed etichetta tutto. In ogni caso, tutti abbiamo bisogno di un rifugio solo nostro dove poterci ricaricare.

Lo yoga dedica molto spazio all’importanza della meditazione, all’isolamento della mente, al silenzio dei pensieri. Queste pratiche conducono ad una dimensione più vera e più intima senza farci dimenticare il bene più prezioso che ci è stato dato: l’umanità.

Siamo una parte infinitesimale dell’Universo e la nostra specificità concorre alla sua varietà e la accresce. La nostra capacità di confrontarci con i nostri simili, di entrare in sintonia con loro non ci può portare che gioia. Una gioia che si fonda anche sulla consapevolezza dell’esistenza di una nostra stanza segreta.