La dottrina dei Veda

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La dottrina dei Veda

sintesi di Anna Orsini

Cristina Rapisarda Sasson, sul n. 52 di Aprile 2011 della rivista Yoga Journal, presenta il tema del libro Ardore di Roberto Calasso, pubblicato nel 2010 da Adelphi.

L’autrice dell’articolo afferma che Roberto Calasso, straordinario filologo, ci conduce in una vera e propria avventura intellettuale. Riga dopo riga, il libro illustra concetti quali citta, la sostanza mentale, sankalpa il proponimento o la determinazione nella pratica yoga, dhyana la meditazione, ahamkara il principio di individualizzazione, akasha lo spazio, e così via.
Il testo non è solo un fantastico glossario, è anche un ricchissimo e complesso thesaurus da montare e smontare a propria misura, immersi nell’atmosfera misteriosa che la cultura vedica ha lasciato dietro di sé.

I Veda si collocano circa tremila anni fa nel subcontinente indiano, senza cronologie e confini precisi. Essi non hanno lasciato edifici, oggetti o immagini; solo parole. Secondo Calasso ciò è frutto di una scelta consapevole che è a favore dell’immateriale e sottolinea il primato della conoscenza sulla potenza.
Al di là della minuziosa e meritevole ricostruzione filologica, l’unica vera chiave di lettura è il rispetto del segreto della liturgia sacrificale vedica e l’invito a muoversi nell’incertezza e nel mistero dell’ India antica.

Protagonista assoluto di questo viaggio è Manas la Mente, non già pensiero, ma pura consapevolezza. Manas è l’elemento che esiste prima di ogni cosa, è Prajapati, il dio creatore. E’ come un albero su cui sta una coppia di uccelli: uno mangia le bacche e l’altro guarda. All’apparenza sembrano identici, ma c’è una differenza che, una volta scoperta, ci dice come ogni istante si componga di due percezioni, lo scambio ininterrotto fra l’Io e il .

Un uccello è Aham l’Io, l’altro è Atman, il Sé. Manas è un’entità duale attraversata da un solco sottile e profondo tra colui che guarda e colui che guarda colui che guarda.
La dottrina dell’Io e del Sé non può essere dimostrata, i Veda non la indicano come dimostrabile, può essere solo sperimentata. Si deve seguire la via della conoscenza da cui dipende la salvezza. Per conoscere occorre praticare tapas l’ardore, generato dal desiderio kama.

E’ l’ardore che fa sgorgare la visione dell’Atman, del Sé, della non paura.