Kundalini Yoga

Sei qui-e-ora: Home / Articoli Yoga / Kundalini Yoga

Kundalini Yoga

sintesi di Luisa Bafile

La rivista “Yoga+” sul n. 10, Aprile-Maggio 2008, ha pubblicato un’ intervista a Reinhard Gammenthaler, allievo dello yogi indiano Dhirendra Brahmachari. Reinhard segue da 25 anni la tradizione del suo guru. Dopo molti anni di pratica ha creato una scuola di yoga in Svizzera, a Berna, dove insegna Kundalini Yoga. Quella che segue è una sintesi dell’intervista

Lo Yoga nella tradizione e nella dottrina trasmesse da Dhirendra Brahmachari

Il sistema yoga che Dhirendra Brahmachari rappresenta attinge al sapere degli antichi guru Goraksha e Matsyendra, tramandato secondo la successione maestro-allievo, e corrisponde a quanto contenuto nei testi base dello yoga (Hatha Yoga Pradipika, Gheranda Samhita, Patanjala Yoga Darshana, Goraksha Paddhati). L’obbiettivo è la realizzazione del Sé divino per mezzo di esercizi pratici, devozione, fede, fiducia e perseveranza.
Lo yoga è una scienza pratica che coinvolge l’intero essere umano nella sua trasformazione. Il corpo, che in molti antichi sistemi indiani viene considerato addirittura un ostacolo, acquista nello yoga il ruolo di strumento divino per la trasformazione. Secondo Dhirendra Brahmachari gli esercizi e la pratica hanno una grande importanza anche semplicemente per la salute del corpo, e una salute perfetta dovrebbe essere l’obiettivo di ogni essere umano.

Le giornate in Kashmir con il suo guru. Anni trascorsi sottoponendosi a una intensa e rigorosa sadhana (1)

A 26 anni Reinhard Gammenthaler ha iniziato a praticare yoga. Il guru Dhirendra Brahmachari aveva deciso negli anni ’80 di abbandonare l’insegnamento per mancanza di allievi che si impegnassero con devozione e disciplina nella pratica yoga,  ma lo accettò come suo ultimo allievo.
All’inizio, nel piccolo paese del Kashmir, egli si dedicò alla pratica intensiva dello shat-karma (2), degli asana e del pranayama. La giornata, scandita da orari rigidissimi, iniziava alle 3 del mattino con un bagno freddo, seguito da esercizi di respirazione per riscaldare il corpo. La rigida tabella di esercizi e studio terminava intorno a mezzanotte. La possibilità di dormire solo tre ore rese la sua percezione fisica estremamente acuta. L’obiettivo in quel periodo era la purificazione del sistema delle nadi. Tra i compiti c’era anche lo studio dei testi sacri, il che –secondo Gammenthaler- rende l’hatha yoga una disciplina completa che riunisce tutti i livelli dell’essere umano in un Unico divino.

Yoga tradizionale e Occidente

La tradizione yoga è talmente perfetta in sé che sarebbe un errore non seguirla completamente. E’ una scienza senza tempo e senza confini di spazio e di cultura. Gli sforzi di molti insegnanti e maestri che operano in Occidente di “venderne” una forma “addomesticata” sono riprovevoli e spesso motivati dal solo guadagno di denaro.
Lo yoga, nel senso in cui lo intende Gammenthaler, non è per tutti. Si può però dedicare interamente la propria esistenza alla ricerca spirituale sia vivendo in una grande città che in una grotta.
Anche le regole alimentari sono le stesse ovunque. Il tentativo di far passare lo yoga per una disciplina di tipo vegano sono pericolosi per gli allievi. Il latte di mucca è il nutrimento perfetto di una sadhana, è una bevanda divina e il grasso che contiene è un elemento di grande valore nutrizionale per il corpo di uno yogi. In mancanza di latte fresco, è accettabile anche quello in polvere.
Anche altre regole, come la castità, sono ancora assolutamente valide. Il guru Dhirendra Brahmachari insegnava che senza la castità e il controllo degli impulsi sessuali non è possibile ottenere il risveglio della kundalini.

Trovare un guru a costo di grandi privazioni

Alcune regole dello yoga sono imprescindibili. Chi non è disposto ad adeguarsi non può sperare di trovare un vero guru. Il guru Dhirendra Brahmachari si è rivelato a Reinhard Gammenthaler dopo che questi aveva modificato il proprio modo di vivere, deciso a qualunque costo a non disperdere la propria energia vitale e quindi ad astenersi da qualsiasi attività sessuale.
In realtà lo yoga come disciplina tantrica ancestrale non esclude un legame tra castità e piacere dei sensi, ma è altrettanto vero che lo yoga è qualcosa di divino e Dio gradisce i sacrifici: quello della castità è senz’altro efficace e gradito. Del resto la stessa disciplina tantrica richiede a volte diversi anni di castità prima che si possa raggiungere il controllo necessario su determinati processi fisici.
Il guru Dhirendra Brahmachari ha dovuto, a sua volta, cercare per anni il proprio guru, e prima di trovarlo i suoi sforzi erano stati tali da spingerlo quasi al suicidio. Una tale disperazione è un’ottima base di partenza per una effettiva sadhana, perché “solo quando la vita appare così nera come una lavagna, Dio può liberamente scriverci qualcosa di nuovo”.

Un allievo ha bisogno di un guru
 
Il guru è una presenza soprattutto nella sfera interiore dell’allievo. E’ però un segno meraviglioso quando il guru interiore si manifesta in forma umana: il guru è la luce da seguire, è un essere che cammina su una strada che agli altri non è concesso vedere o comprendere.

Come si svolge oggi la sua Sadhana quotidiana

Per 25 anni il guru Dhirendra Brahmachari aveva raccomandato all’allievo di non diventare un insegnante di yoga ma  uno yogi. Qualche anno fa, però, egli ha giudicato i tempi maturi per dedicarsi a questa attività: svolge lezioni a Berna e seminari all’estero. Il numero degli allievi è molto ristretto per poter disporre di tempo per il proprio percorso di autorealizzazione. Ritiene un grave errore che alcuni insegnanti, non disponendo di tempo sufficiente, si accontentino di praticare durante le lezioni: questo impedisce loro la progressione sul cammino personale.
Gammenthaler non si considera però un maestro o un guru ma sempre un allievo che impegna tutte le proprie forze per l’autorealizzazione. Dunque, la pratica quotidiana è assolutamente necessaria, perché la shakti (3) deve essere tenuta in vita e fatta crescere perché possa aiutarlo a percorrere gli ultimi gradini dello yoga.

Cosa significa il kundalini yoga nella vita di tutti i giorni

E’ necessario dedicarsi tutti i giorni a mantenere in vita e accrescere questa forza. Per lo yogi è come una madre di immensa forza e potere, che lo guida e lo protegge, lo nutre e lo rinforza.
E’ la forza originale della natura, che lo porta a riconquistare il posto perduto in paradiso. Essa è onnipotente e sa di cosa lo yogi ha bisogno per il proprio sviluppo, ma pretende severamente al tempo stesso che egli agisca come un guerriero calmo, controllato e fiducioso e che riconosca, illumini ed estirpi tutte le proprie debolezze.

Chakra – Centri energetici nell’Essere-Uomo e nell’Essere-Terra

Secondo la cosmografia indiana, la colonna vertebrale umana rappresenta il sacro monte Meru, sul cui asse sono allineati tutti i continenti, le terre e i pianeti che ospitano diverse tipologie di esseri viventi. Esseri umani, animali, divinità e demoni albergano tutti all’interno dell’essere umano e attraverso lo yoga si può stabilire un contatto con tutte queste creature.
L’intera filosofia indiana del samkhya, uno dei più antichi sistemi di pensiero indiano, insegna che l’essere umano è costituito da diversi piani, dalla pura carne all’anima divina. Per lo yogi ciò che conta sono il corpo astrale e quello fisico, e lo yoga tenta di creare un legame fra loro.
Il corpo astrale è un corpo sottile, di luce, che genera oscillazioni elettromagnetiche che danno origine al corpo fisico e al mondo fenomenico che lo circonda. Nel corpo astrale sono situate le nadi (72.000) e alcuni centri energetici (chakra) che convogliano nelle nadi l’energia che fluisce.
I sette chakra più importanti sono lungo la colonna vertebrale, dal coccige alla “fontanella”.
Proprio come il mondo esterno, anche il corpo umano ha un polo sud (i piedi) e un polo nord (la “fontanella”). Il polo sud corrisponde a muladhara chakra proprio come, per il pianeta Terra, l’Africa. Il muladhara chakra rappresenta la radice dell’albero della vita: gli africani parlano spesso di “roots” (radici) perché il sapere relativo al significato del muladhara chakra è profondamente radicato nella loro anima. Da questo chakra nasce il mondo e il corpo umano, e questo spiega perché i neonati siano totalmente concentrati su questo circolo energetico giocando fin da subito con i loro piedi e percependo come prima parte del corpo gli arti inferiori.
All’inizio del suo sadhana, Gammenthaler fu mandato dal suo guru in Africa. Ma anche in seguito, poiché Dhirendra Brahmachari insegnava più che con le parole attraverso la vita e le esperienze, si è recato in luoghi e paesi sempre diversi. E così come in Africa è entrato in contatto con gli stregoni vudù, Gammenthaler ha imparato dai Sufi afgani il potere di svadisthana chakra: si trova all’altezza dei genitali e comprende culturalmente l’ambito arabo. La sua rappresentazione è la mezza luna, presente nelle bandiere di quasi tutti gli stati arabi.
Per i paesi dell’Asia, la loro proiezione coinvolge manipura chakra. Da questo punto provengono tutti i corpi e le anime delle tecniche di autorealizzazione. Il sub-continente indiano viene spesso chiamato l’ “ombelico del mondo”.
La Nuova Zelanda, l’Australia e l’Oceania corrispondono ad anahata chakra.
Il Nordamerica, il Centroamerica e il Sudamerica a vishuddha chakra: esso rappresenta il piano fisico della laringe e della tiroide (quest’ultima rispetto alla funzione regolatrice del sistema immunitario) e si capisce perché l’America tenda ad avere una influenza politica a livello mondiale. Si tratta degli interessi della testa (responsabile del funzionamento del basso ventre) e di un suo sviluppo ottimale. Come nel mondo reale, anche in noi si verificano veri e propri drammi “politici”, guerre per le risorse e le energie , allo scopo di mantenere un equilibrio fisico.
L’Europa Occidentale e Orientale (Eurasia) si trovano alla testa dell’essere umano e vengono rappresentate da ajna chakra: molti europei soffrono di disturbi che attengono all’area della psiche, come fobie, allergie, depressioni e paure. Essere europei, però, è vantaggioso se si comprende il modo per rianimare la forza dei piedi e del basso ventre.
Questo è un obiettivo dello yoga.

La sessualità nella sua vita

La vita sessuale di Reinhard prima dello yoga era molto intensa, ma distruttiva e dispersiva. All’inizio della pratica yoga, Gammenthaler si è imposto uno stile di vita sobrio e casto. Il guru Dhirendra Brahmachari diffondeva il principio della conservazione del seme come prerogativa di un percorso spirituale efficace. Per 25 anni quindi si è astenuto da qualsiasi attività sessuale, concentrandosi esclusivamente sulla propria sadhana, che gli ha comunque procurato intense emozioni e sensazioni. Secondo il guru Dhirendra Brahmahari, un brahmachari lotta con forza e vigore per mantenersi puro, ma è soprattutto un uomo con una potenza sessuale pienamente sviluppata, capace di un atto sessuale secondo i precetti dello yoga tantrico. A questo proposito –dice Gemmenthaler – è opportuno fare una precisazione su Amaroli: è un flusso di grande energia dovuto a una condizione di estrema estasi, che trova origine dalla zona dell’ipotalamo, nel cervello. Questa condizione di estasi viene riportata come assunzione di urina per via orale. Ma gli yogi non bevono l’urina e bisognerebbe stare attenti alle false traduzioni dei testi sanscriti e relativi commenti.

Il rapporto di coppia nella sua vita

In tutti gli anni di ascesi Gammenthaler sognava una compagna di yoga, la sua yogini. Da qualche anno ha conosciuto una donna, Vanessa Schmid, che è stata sua allieva e lo ha accompagnato nei numerosi seminari in vari Paesi del mondo. Li unisce ciò che Reinhard Gammenthaler associa allo yoga, poichè vede in lei la shakti che si presenta a lui in forma umana per aiutarlo ad esplorare nuovi ambiti dello yoga. Vanessa Schmid ha due figli e vive attualmente con la sua famiglia nella Svizzera orientale, dove ha una sua scuola di Kundalini Yoga nella quale insegna con lo stesso spirito di autenticità appreso da Gammenthaler.

Il suo principale obiettivo spirituale

Per un sadhaka (4) c’è un solo obiettivo, il samadhi (5).

Come si svilupperà lo yoga e come si manifesterà sulla terra nei prossimi secoli

Lo yoga sarà sempre una grossa attrazione per alcune persone. Ma in futuro aumenteranno anche i falsi profeti, che diffondono false dottrine, seguite da masse di allievi pieni di buoni propositi.
Gammenthaler dichiara che quando sente la shakti crescere in sé ha la certezza di poter trasmettere l’antico sapere agli altri ricercatori che cominciano a percorrere il proprio sentiero spirituale. In questo universo, egli sostiene, non c’è nulla di più forte dell’intenso legame fra Dio e l’uomo, e poiché Dio ha bisogno dell’uomo per conoscere e percepire se stesso, il Divino sceglierà sempre coloro che sono degni, per scioglierli dalle catene e dare loro la capacità di essere  liberi.

Diventare uno yogi. Come sarebbe la sua vita

Si diventa un vero yogi solo dopo aver raggiunto il samadhi. Lo yogi è un individuo che ha raggiunto la piena autorealizzazione. Gammenthaler sente di avere il compito, oltreché il desiderio, di diventare uno yogi. Crede che la sua vita non cambierebbe, continuerebbe a praticare, a seguire le regole dello yoga. Proverebbe a introdurre all’antica arte dello yoga coloro che fossero pronti. E forse sarebbe più felice, più sano e libero da qualsiasi catena.
Ma, dice, “è inutile sognare, tutto avviene secondo i piani di Dio.” E, se Dio vorrà, un giorno sarà uno yogi.

NOTE
(1) Sadhana – indica una disciplina spirituale e quindi tutte le pratiche, esercizi, rituali eseguiti nei tempi e nei modi dovuti nell’arco della giornata. Indica anche il diventare consapevoli di ogni azione che si compie.
(2) Shat-karma – insieme di pratiche di purificazione-pulizia del corpo.
(3) Shakti – l’energia vitale che scaturisce da Shiva e trasforma l’energia potenziale in atto creativo e quindi materia. Corrisponde a livello cosmico alla kundalini nell’uomo. E’ la forza della natura.
(4) Sadhaka – colui che pratica una sadhana.
(5) Samadhi – unione del meditante con l’oggetto della meditazione. Non dualità. In Samadhi,  secondo il maestro Thich Nhat Hanh, “il saggio non sa di un mondo esterno da tenere fuori o di un mondo interno da esplorare. È il mondo intero che si rivela, anche con gli occhi chiusi, né interno né esterno”.