Io sono, tu sei

sintesi di Iolanda Taranto

Sul n. 2 di Gennaio 2008 della rivista Yoga magazine è apparso un articolo di Donna-Michelle Hammersly nel quale l’autrice evidenzia come la vita moderna sia estremamente competitiva e ci imponga un continuo, spesso inutile, confronto con gli altri e con noi stessi. Ciò si ripercuote, inevitabilmente, sul nostro stile di vita e produce effetti negativi sul nostro corpo e, quindi, sulla salute. Siamo costretti a diete poco sane, adottiamo, ormai inconsapevolmente, posture scorrette che ci rendono rigidi e tesi e, la maggior parte delle persone, senza avere consapevolezza del proprio corpo, utilizza una respirazione errata. Una respirazione corretta è, invece, una componente essenziale delle asana. Nella pratica yoga il corpo deve seguire il respiro. Se non riusciamo a mantenere questa armonia ci sforziamo più di quanto sia necessario e non traiamo alcun beneficio dall’esecuzione delle asana.

Patanjali afferma che “l’asana è una posizione stabile e comoda”. E’ fondamentale riconoscere i propri limiti e non spingerci oltre se non quando saremo pronti per oltrepassarli. Se non siamo in grado di accettare i nostri limiti, se siamo impazienti, rischiamo di sentirci inadeguati alle nostre aspettative e non riusciremo a ricavare alcun beneficio.

Se lasciamo che il nostro ego predomini anche nella pratica dello yoga, divenendo competitivi verso noi stessi e verso gli altri, concentrandoci sul miglioramento estetico, e quindi meramente esteriore del nostro corpo, o tentando di stupire la persona sul tappetino accanto al nostro, avremo perso il significato vero dello yoga.

Dobbiamo tener conto che, così come abbiamo personalità distinte, allo stesso modo siamo differenti nel nostro modo di apparire; abbiamo corpi diversi, con capacità e caratteristiche uniche.

L’ego può impedirci di scoprire il significato più profondo dello yoga. Nella filosofia yoga il corpo è solo un vestito da indossare per lo spirito.