Inizio e fine

sintesi di Donatella Poggi

Marco Restelli sceglie un articolo ostico, pubblicato sulla rivista Yoga Journal – n. 74 giugno-luglio 2013 – nell’affrontare il concetto di Inizio e Fine.
L’articolista asserisce che entrambi, Inizio e Fine, non sono due eventi collocati nel tempo, bensì si tratti di due Vie, due arti da imparare e praticare.
Partendo dal presupposto che ognuno di noi ha in sé la natura-Buddha, l’articolista afferma la necessità di imparare ad accettarsi e, poi, ad accettare i giudizi altrui su di sé e su ciò che facciamo; tali giudizi non hanno il potere di cambiare tale natura, perciò ognuno di noi è, ogni giorno, all’inizio ed impara ad imparare. Tale è l’Inizio.
La Fine non è meno importante. Guareschi, abate zen di un monastero di Salsomaggiore, afferma che “l’importanza delle cose è data dalla loro fine”. Se l’uomo non svanisse, non ci commuoveremmo più.
Vimala Thakar, maestra del secolo scorso vissuta in India, invita a prendere consapevolezza, tramite la meditazione, di quel che lei definisce “la benedizione di essere vivi”. Dobbiamo vivere nel momento che ci è dato. Tutto ciò che ci accade (rapporti, situazioni, provocazioni) sono opportunità per scoprire sé stessi.
Il momento presente, che ci è accessibile, è l’eternità senza tempo. Non c’è inizio e non c’è fine.