Imparare ad Amarsi

sintesi di Anna Orsini

 

La rivista “Vivere lo Yoga” ha pubblicato sul n. 54 – Gennaio-Febbraio 2014 – un articolo di Ilaria Evola sul tema del sapersi amare.

In merito all’assunto evangelico “non giudicare per non essere giudicato; così come giudicherai sarai giudicato”, l’autrice afferma che per molti anni la propria interpretazione di queste frasi è stata “non giudicare gli altri perché gli altri giudicheranno nella stessa maniera”.

Con il tempo e con l’esperienza, lavorando sull’osservazione delle proprie dinamiche comportamentali, l’autrice si è accorta che il messaggio evangelico si avvicinava più al significato di “non preoccuparsi del giudizio altrui perché è solo un ombra di ciò che riserveremo a noi stessi.”

Il modo di relazionarci con gli altri è lo specchio del rapporto che abbiamo con noi stessi. L’intransigenza, la freddezza emotiva, la critica nei confronti degli altri hanno la loro origine nella disaffezione e nella disistima che abbiamo nei nostri stessi confronti. Se non perdoniamo gli altri e perché non perdoniamo noi stessi e ciò che negli altri più ci disturba molto spesso fa parte delle nostre stesse caratteristiche.

Lo yoga può aiutarci nell’innalzare il livello di consapevolezza e di conoscenza personale, della nostra umanità, delle nostre imperfezioni e dei nostri limiti. Ciò che ci rende fragili, le nostre paure, i nostri fallimenti fanno parte di noi, possono aiutarci a crescere, a comprendere, ad amarci e quindi ad amare.

Lavorare con amore sui blocchi muscolari, in quanto risultati di blocchi e di rigidità mentali indotti da pensieri e giudizi radicati, ci scioglie e ci libera, ci fa amare quello che è e non per quello che vorremmo che fosse e che, sempre, ci delude.

Essere addolorati, arrabbiati, deboli, stanchi, impotenti, fa parte della nostra umanità . Accettarla in noi vuol dire saperla accettare negli altri e coi quali poter convivere un rapporto più umano e rilassato.

Essere forti non significa essere impassibili o insensibili; piuttosto provare a rialzarsi quando si cade. Agire senza l’ansia del risultato e la paura del fallimento, significa vivere con pienezza e libertà le occasioni che la vita ci offre.

Osservare senza giudizio, accettare ed amare la luce e l’ombra che si alternano in noi, distaccarsi da gabbie e preconcetti, da inutili e irraggiungibili ideali di perfezione, ci rende liberi, ci rende veri, aperti e finalmente più felici.