Il tranello della Mindfulness

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Il tranello della Mindfulness

sintesi di Annalisa Ceccatelli

Stefano Barrera è l’autore dell’articolo “Il tranello della Mindfulness” pubblicato sul n. 139 di dicembre/gennaio 2020 della rivista Yoga Journal.

L’autore ci invita a riflettere sulla Mindelfulness, diventata oggi di moda nelle aziende per aiutare i lavoratori a sostenere lo stress. Questa moderna meditazione sembra il miglior mezzo per far fronte alle incombenze e ai ritmi sempre più incalzanti della vita di ogni giorno. Quello che le aziende richiedono, fra le altre competenze, è gestire situazioni di stress attraverso qualità come la resilienza; si avvalgono pertanto della Mindfulness per sviluppare l‘intelligenza emotiva dei dipendenti offrendo offrendo “generosi sopazi” durante l’orario di lavoro. Collaboratori sereni rendono migliore l’ambiente di lavoro.

Secondo alcuni psicologi e sociologi, proprio la Mindefulnesss è responsabile di far credere a chi la pratica di desiderare ciò che il sistema gli suggerisce di desiderare. Il filosofo coreano Byung Chul Han definisce “psicopolitico” il modo in cui il sistema economico ci fa sentire nostri i suoi bisogni, e con l’approccio resiliente riduce la nostra capacità critica.

Le aziende offrono ai dipendenti corsi per gestire lo stress che loro stesse procurano. I lavoratori si avvalgono di queste pratiche per superare crisi di panico, carico eccessivo di lavoro, dimenticando che in realtà la Mindfulness o la meditazione non hanno un”intento finalistico”.

E’ importante ricordare che viviamo nel momento presente e la meditazione ci conduce alla libertà che accomuna il nostro destino individuale a quello globale, e a vincere le nostre fragilità e guarirle: niente a che vedere con la competizione.

L’autore si domanda se queste tecniche diano la possibilità di avere un tempo personale, dato che si può ottenere uno spazio di libertà solo se abbiamo la coscienza di questo bisogno. Il fine della pratica non è quello di renderci immuni dalle difficoltà e debolezze, ma quello di aiutarci ad accettarle e risolverle.

Stefano Barrera conclude con le parole di Buddha “vivere un tempo che sa di libertà (…) è una scelta di entrare nella corrente per andare contro corrente e vivere soltanto da veri esseri umani”.