Il rilassamento in Shavasana

di Emanuela Brunetti*

Shavasana, tradotta in italiano come posizione del cadavere, insegna a rilassare e a isolare temporaneamente la mente dalle attività quotidiane; non dobbiamo farci spaventare dalla traduzione del termine, lo scopo di questa asana è contattare la mente ed attraverso di essa indurre nel corpo un graduale e completo stato di rilassamento. Un corpo rilassato ospita una mente calma, il respiro si fa quieto e profondo, il battito cardiaco rallenta.

Ciò avviene solo attraverso una pratica costante e quotidiana; la nostra mente impara a rilassare il corpo e a rivolgersi ad aspetti più sottili del nostro essere, al respiro e al suo fluire all’ingresso delle narici. L’osservazione passiva del fluire del respiro all’ingresso delle narici diventa il nostro unico “scopo”, la nostra attenzione è rivolta solo a questo processo e nulla altro esiste oltre il fluire del respiro. Le nostre attività e abitudini quotidiane escono dal nostro campo di interesse, viviamo solo in questa osservazione liberandoci dalle occupazioni e preoccupazioni, siamo qui ed adesso, presenti solo a ciò che si verifica.

Il rilassamento può essere utilizzato come mezzo per indurre la mente in uno stato di quiete, per fermare il suo continuo vagare da un oggetto (pensiero) ad un altro e raggiungere una condizione di equilibrio che ci permette di affrontare meglio la nostra vita quotidiana. Tutto questo non avviene certo in un giorno, è frutto di una pratica costante e regolare; non bisogna scoraggiarsi, inizialmente è frequente che la mente non riesca a mantenere il suo stato di attenzione e che nel corso del rilassamento ci si addormenti. All’inizio è preferibile la presenza di un insegnante che guidi questo processo, ma col tempo si impara ad autoindurre lo stato di rilassamento.

Quando fai il rilassamento scegli un luogo tranquillo, premurati di eliminare tutti possibili fattori esterni di disturbo (telefono, presenza di altre persone, cose da fare a breve termine, etc..) fai in modo di avere a disposizione tutto il tempo necessario per la pratica (si parte con circa 5 minuti per dilatare gradualmente i tempi fino a circa 20-30 minuti), procurati una stuoia o un tappeto, poi:

  • Distenditi supino a terra.
  • Chiudi gli occhi.
  • Separa le gambe dell’ampiezza del bacino.
  • Lascia ricadere i piedi verso l’esterno.
  • Distendi le braccia lungo i fianchi.
  • Volgi le palme delle mani verso l’alto.
  • Separa leggermente le braccia dal corpo.
  • Spingi leggermente il mento verso la fossetta della gola.
  • Lascia che la punta della lingua appoggi sul palato dietro gli incisivi superiori.
  • Abbandona il tuo corpo alla durezza del pavimento, soggetto solo alla forza di gravità
  • Comincia ad osservare il tuo corpo disteso sul pavimento:
  • Senti l’appoggio dei talloni a terra.
  • Percepisci lo sfiorare dei polpacci a terra.
  • Senti lo sfiorare delle cosce.
  • Senti l’appoggio più marcato dei glutei e del bacino a terra.
  • Percepisci l’arco lombare e lo spazio che esiste fra questo ed il pavimento.
  • Senti il contatto dell’area dorsale a terra.
  • Percepisci l’appoggio delle scapole a terra.
  • Senti l’appoggio più marcato delle spalle sul pavimento.
  • Osserva l’appoggio delle braccia, dei gomiti e degli avambracci a terra.
  • Senti l’appoggio del dorso e delle dita delle mani.
  • Osserva i polsi.
  • Percepisci di nuovo l’appoggio delle spalle a terra.
  • Osserva l’arco cervicale e lo spazio che esiste fra questo e il pavimento.
  • Senti l’appoggio della testa a terra.
  • Osserva la fronte, le guance e le labbra.
  • Tutto il tuo corpo è abbandonato sul pavimento, soggetto solo alla forza di gravità, al proprio peso.
  • Porta ora la tua attenzione ad aspetti più sottili del tuo essere.
  • Osserva l’ingresso delle narici.
  • L’inspiro entra e procura una sensazione fresca.
  • L’espiro esce, leggermente più tiepido.
  • Lascia che il tuo respiro possa fluire in maniera spontanea e naturale, senza alcuno sforzo.
  • Limitati semplicemente a testimoniare il fluire del tuo respiro all’ingresso di entrambe le narici.
  • Tutte le volte che un pensiero, un rumore qualsiasi fattore esterno o interno ti distoglie da questa osservazione con gentilezza riporta la tua mente all’ingresso delle narici e di nuovo osserva, senza spingere, né forzare, il fluire del tuo respiro.

Resta in shavasana per circa cinque minuti, osservando il fluire del tuo respiro poi gradualmente, riporta l’attenzione al corpo, percepisci di nuovo la durezza del pavimento, con la lingua massaggia l’interno della bocca fai oscillare lentamente la testa, ruota le mani intorno ai polsi, i piedi intorno alle caviglie senza fretta di alzarti, esegui tutti i movimenti che ritieni opportuni per “risvegliare” il corpo.