Il Respiro e lo Yoga

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Il Respiro e lo Yoga

sintesi di Marco Iannotta

 

Maurizio Morelli è l’autore di un articolo apparso sul n. 61 – Marzo/Aprile 2015 – della rivista “Vivere lo Yoga”, sul tema del respiro nel contesto dello yoga.

L’autore afferma che lo Yoga è un grande contenitore in cui possono essere fatti rientrare pratiche diverse, che si richiamano a visioni differenti e che pongono l’accento su aspetti, di volta in volta, diversi. Tuttavia, all’interno di questa galassia esiste un elemento ricorrente, il respiro, universalmente considerato fondamentale in ogni pratica yoga.

Il respiro ha avuto da sempre una valenza fortemente simbolica e spirituale, tanto nella tradizione orientale (fin dai tempi delle prime Upanishad) quanto in quella occidentale (da Pneuma degli antichi greci alla creazione dell’uomo raccontata nella Genesi).

Dal punto di vista biologico, del resto, l’importanza basilare della respirazione è notoria: possiamo resistere giorni senza acqua e cibo ma neanche un secondo senza respirare. Con l’inspirazione ogni singola cellula del nostro organismo trae l’ossigeno necessario alle proprie funzioni, mentre con l’espirazione il corpo espelle l’anidride carbonica prodotta dal metabolismo.

Respirando in maniera adeguata e consapevole, poi, operiamo un’azione ripetuta di distensione e allungamento della colonna vertebrale; allo stesso tempo, una corretta respirazione diaframmatica, da un lato, massaggia tutti gli organi interni, attiva e rende tonici i muscoli del tronco, dall’altro, contribuisce a diffondere un senso di calma e di serenità, sciogliendo le tensioni e le ansie a livello sia fisico che mentale.

Dal punto di vista dello yoga, il respiro riveste un’importanza basilare in quanto è il punto di contatto tra la dimensione corporea e quella mentale: quando siamo rilassati e tranquilli, constatiamo che inspirazione ed espirazione si susseguono secondo un ritmo lento e regolare, mentre quando siamo agitati, nervosi o tesi, il respiro diventa corto, accelerato ed irregolare.

Da questa osservazione, gli antichi yogi hanno teorizzato e creato una vera e propria scienza della respirazione, introducendo, da un lato, una serie di tecniche che permettono di intervenire in maniera volontaria sul ritmo del proprio respiro e, dall’altro, il concetto di Prana.

Il Prana è considerato il motore di tutte le attività, l’energia sottostante l’intero universo, presente nell’aria, nel cibo, nell’acqua e nella luce del sole, viene assorbita attraverso la respirazione.

Le diverse tecniche introdotte dagli antichi yogi, che consentono di veicolare ed incanalare questa energia, vanno sotto il nome di Pranayama: partendo dall’assunto che maggiore è la quantità di Prana presente nell’organismo maggiori sono salute ed energia, agendo in maniera consapevole sul ritmo e sulla intensità del nostro respiro possiamo assorbire dall’ambiente circostante quantità crescenti di Prana con conseguenti effetti benefici sul fisico e sulla mente.