Il respiro che allevia

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Il respiro che allevia

sintesi di Enrico Danisi

La rivista Vivere lo Yoga ha pubblicato sul n. 21 di Giugno-Luglio 2008 un articolo di Antonella Spotti che illustra un metodo per evitare di ingigantire la sofferenza derivante da eventi spiacevoli che la vita, di tanto in tanto, ci riserva.

Tutto ciò che ci accade nella vita, afferma l’autrice, risente inevitabilmente del nostro modo di percepire l’accaduto. E altrettanto inevitabilmente, sembra proprio, vi sia una sorta di insopprimibile tendenza in ciascuno di noi ad aumentare la dose di problemi, di incomprensioni e di altri rovelli che affliggono la nostra esistenza. Questo ci conduce fatalmente ad un progressivo appesantimento del vivere quotidiano.

Il miglior antidoto all’appesantimento, così come da molti e a molti livelli caldeggiato, è il ritorno ad una sana e consapevole leggerezza. Il concetto di leggerezza va di pari passo con il distacco. Riuscire a riappropriarsi di una posizione distaccata nei confronti dei problemi e delle cose sgradevoli della vita è forse non l’unico, ma senz’altro il migliore dei modi per esorcizzare le negatività. Lasciar andare, lasciare che le cose scorrano via lontano da noi, privarle di attenzione.

Togliendo l’attenzione da un problema lo priviamo anche dell’energia sufficiente per vivere più a lungo.

Una tecnica efficacissima per sottrarre attenzione a qualcosa è concentrare l’attenzione su qualcosa d’altro. La respirazione, per esempio.

Sediamoci e respiriamo, ricordando che (se riusciamo a non trattenerli) ogni peso e sofferenza sono destinati a passare, perché nessuno stato d’animo è permanente.

Una respirazione calma e profonda è l’essenza stessa della meditazione. Il respiro che allevia.

Sedere, respirare, scendere in se stessi.