Il Processo dello Yoga

di Federico Matrone *

Lo yoga è uno dei sei sistemi filosofici Indiani ortodossi. Uno dei suoi significati tradizionali è Unione; unione di due entità separate, unione di ciò che si manifesta come coppia di opposti.

Il principio è applicabile sia all’Universo (macrocosmo) quanto all’uomo (microcosmo), essendo l’uno parte dell’altro.

Ciò non implica che i due sistemi siano sovrapponibili, ma che ogni singola entità è riconducibile all’unità; ogni parte rappresenta il tutto (pensiamo, ad esempio, all’atomo rispetto alla materia, alla cellula in rapporto all’uomo e, all’uomo rispetto all’Universo). La separazione tra le due entità ci porta alla disarmonia, l’unione all’armonia.

Nell’uomo, attraverso il processo evolutivo, si verifica un’apparente separazione tra corpo e mente. Privilegiare l’uno ci porta a dimenticare l’altro.

Lo yoga tende all’unione di entrambi agendo attraverso la conoscenza e il controllo del corpo (asana) e del respiro (pranayama).

La nostra percezione della realtà oggettiva è messa in moto attraverso i sensi. Tramite la percezione sensoriale, stimoliamo la mente in un processo di selezione/manipolazione dell’oggetto che stiamo osservando.

Il Corpo

Oltre al corpo fisico, abbastanza noto in anatomia, lo Yoga parla di un corpo sottile. Di questo fanno parte le nadi (letteralmente tubi), i chakra (ruote o centri) e il prana (fluido, energia).

Le nadi sono dei condotti nei quali scorre il prana che assorbiamo da alcune fonti esterne (cibo, aria, mare, sole, vento, ecc.).

Il prana è qualcosa in più della semplice aria: è energia vitale. Tra le innumerevoli nadi (alcuni testi ne numerano 72.000, altri 144.000), distinguiamo le tre più importanti:

  • IDA è il condotto di sinistra. Parte dalla narice sinistra e scorre lungo la colonna vertebrale fino alla base delle vertebre;
  • PINGALA è il condotto di destra. Parte dalla narice destra fino alla base della colonna;
  • SUSHUMNA è la nadi più importante. Parte dalla testa, innerva il bulbo cefalo-rachidiano (centro della respirazione) e raggiunge la base della colonna vertebrale.

Scopo dello yoga è attivare Sushumna, vale a dire risvegliare il kundalini – l’energia latente – facendola risalire lungo la nadi Sushumna onde risvegliare i Chakra.

Chakra

Ruote o centri posti lungo la colonna vertebrale. Sono attraversati dalle tre nadi principali. Controllano tutti gli organi del corpo fisico e dei sistemi funzionali.

Fra gli innumerevoli Chakra, se ne distinguono sette, la cui localizzazione – di seguito indicata – più che alla sua sede fisica, si riferisce al punto riflesso o di focalizzazione:

  • I Chakra (Muladhara) situato nell’area del perineo. Simboleggia l’Elemento Terra (Prthvì);
  • II Chakra (Swadhisthana) situato sopra l’osso pubico. Simboleggia l’Elemento Acqua (Ap);
  • III Chakra (Manipura) situato poco sotto l’ombelico. Simboleggia l’Elemento Fuoco (Agni);
  • IV Chakra (Anahata) situato all’altezza del cuore. Simboleggia l’Elemento Aria (Vayu);
  • V Chakra (Vishuddhi) situato all’altezza della gola. Simboleggia l’Elemento Spazio (Akasha);
  • VI Chakra (Agya) situato nel centro fra le sopracciglia. Simbolegia la Mente (Chitta);
  • VII Chakra (Sahasrara)situato alla sommità della testa. Simboleggia l’Immutabile (Purusha).

Gli Stati della Mente

  • I° Stadio – kshipta – agisce per conto suo a qualsiasi stimolo esterno. Non esiste consapevolezza;
  • II° Stadio – mudha – mancanza di reazione agli stimoli. Senso di spossatezza. E’ uno stato temporaneo della mente (uso di alcool, droghe, troppo cibo, perdita di una persona cara, frustrazione);
  • III° Stadio – vikshipta – azione, ma con molti dubbi. Non c’è certezza della direzione, molti sono gli ostacoli e le distrazioni presenti. Difficoltà a modificare gli errori;
  • IV° Stadio- ekagrata – chiarezza della direzione e del percorso da fare. Quasi inesistenti le distrazioni.
  • V° Stadio – nirodha – rappresenta lo sviluppo del IV° stadio (ekagrata). C’è la completa fusione tra soggetto e oggetto.

Secondo lo yoga, la mente ha tre aspetti o qualità (guna). Ognuna di queste, producendo duhkha, è sede di avidya (ignoranza, conoscenza erronea):

  1. sattwa – chiarezza mentale;
  2. rajas – frenesia della mente, qualifica il movimento;
  3. tamas – apatia della mente, pigrizia mentale.

Bibliografia:

  • Swami Satyananda Saraswati; Kundalini Tantra – Ediz. Satyananda Ashram – Italia, 1994;
  • T.V.K. Desikachar; Yoga e Religiosità – Ediz. Mediterranee – Roma, 1984;
  • Usharbudh Arya, D. Litt.; Yoga-sutra of Patanjali Vol. I – Himalayan International Institute, Honesdale, 1986.