Il Potere del Suono

sintesi di Luisa Bafile

Sul n. 74 – Giugno/Luglio 2013 – la rivista Yoga Journal ha pubblicato un articolo di Donatella Bianco sul tema del Suono e sulla capacità del suono di sprigionare l’energia e l’armonia del corpo.
L’articolista afferma come già nelle Upanishad si trovino molti riferimenti al suono primordiale, OM o AUM.
La sillaba OM viene definita “Suono Creatore” (Nada Brahma) e rappresenta le tre forze che regolano l’Universo: creazione (A), preservazione (U) e distruzione (M).
Gli effetti del suono sugli esseri viventi – sugli stati emotivi così come sulla forza terapeutica e spirituale – erano ben conosciuti in tutte le antiche civiltà, ma la cultura indiana è quella che più ha preservato di questa conoscenza, codificando da molti secoli l’uso di suoni, strumentali e vocali, collegati alle stagioni, agli orari del giorno, agli stati psichici e, si potrebbe dire, ad ogni circostanza della vita dell’uomo e della natura.
Adalberto Zappalà, uno dei massimi conoscitori del Nada Yoga in Italia, sostiene che secondo la cultura indiana l’influenza della musica inizia già nello stato fetale e continua durante tutta la vita: con l’ascolto della musica, o con il canto o con l’uso di uno strumento, crescono nel corpo e nella mente le capacità di affrontare le sfide della vita fino alla comprensione e all’accettazione con dignità della morte.
Nel “Sama Veda”, uno dei quattro libri tramandati dai veggenti nel II° millennio a.C., viene trattata la scienza del suono come via di elevazione spirituale. Il testo raccoglie canti liturgici e inni al Divino che si manifesta nelle sue infinite forme.
Il Nada Yoga (Yoga del Suono) utilizza i mantra, la musica e la voce per l’integrazione della personalità e la realizzazione spirituale. Ogni suono ha infatti una particolare qualità, che provoca in chi ascolta un mutamento energetico. L’emissione di suoni durante l’esecuzione di un asana producono vibrazioni all’interno del corpo che possono sbloccare resistenze emotive e, quindi, liberare energie accumulate sotto forma di tensioni in varie parti del corpo.
Inoltre il canto di una lunga sillaba può sbloccare, rafforzare e approfondire la fase espiratoria, che ha un’importanza fondamentale nella respirazione yogica completa. Oltre agli effetti mentali dovuti alla lunga espirazione, sono importanti gli effetti dovuti alla vibrazione prolungata, che può favorire uno stato di coscienza tipico del pre-sonno: è il raggiungimento dello stato di coscienza caratterizzato dalle onde cerebrali alfa.
Come sostiene Shri Vemu Mukunda, fisico nucleare e grande musicista indiano, che studiò le caratteristiche e gli effetti del suono sugli esseri viventi e la natura, ogni essere vivente è un “suono” e ogni essere umano, nell’età matura, è identificabile da una vibrazione unica, una nota personale, cioè una frequenza vibratoria tipica che lo contraddistingue. E’ il risultato del vissuto di ognuno, dalla nascita in avanti che dipende anche dalla storia familiare più antica. Scoprire questa “nota personale” e la propria frequenza vibratoria può aiutare ad analizzare i vari aspetti della propria personalità.
Nella pratica Yoga, per alleviare tensioni muscolari, si può associare l’emissione di suoni nella fase dell’espirazione, con vantaggi, apprezzabili nel tempo, sulla scioltezza ed elasticità di articolazioni e muscolatura.
Per alleviare le tensioni muscolari del collo e della mandibola, ad esempio, si possono eseguire flessioni in avanti, indietro e laterali o rotazioni laterali o complete del capo, accompagnandole con l’emissione del suono di vocali. Si può apprezzare un aumento della mobilizzazione rispetto all’esecuzione degli stessi movimenti senza l’emissione di suoni.
Allo stesso modo, si può agire nella posizione detta “del Ciabattino” per la mobilizzazione delle anche e nel movimento “del     Gatto”, con i gomiti a terra e ginocchia ben divaricate, oscillando il bacino in avanti e indietro.

L’emissione di suoni facilita la liberazione di energia e lo scioglimento di tensioni, creando quindi una maggiore armonia nel corpo.