Il Muscolo delle Emozioni

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Il Muscolo delle Emozioni

sintesi di Anna Orsini

Maurizio Morelli in un articolo, apparso sul n. 88 di Novembre 2014 della rivista “Yoga Journal”, delinea la funzione fisica, emotiva e spirituale del diaframma.

L’autore, senza troppo addentrarsi nella sua anatomia, afferma che il diaframma toracico è una membrana muscolo-tendinea con funzioni al tempo stesso di separazione e di unione.

E’ in diretto contatto con organi e strutture fondamentali per la vita e la salute: superiormente con cuore e polmoni; inferiormente con fegato, peritoneo, stomaco, duodeno, milza colon; posteriormente con le ghiandole surrenali e, in parte, con reni e pancreas.

Il diaframma è il principale muscolo inspiratorio. Quando inspiriamo le fibre muscolari entrano in contrazione e il diaframma si abbassa a comprimere i visceri addominali sino a quando, trovando la resistenza elastica della muscolatura addominale, la discesa si interrompe e inizia l’espansione laterale, verticale e anteriore della gabbia toracica.

La corretta inspirazione si percepisce come una marea che sale dal basso e si espande lateralmente e verso l’alto. Durante l’espirazione (fase passiva della respirazione) le fibre muscolari si rilassano, il diaframma risale in posizione neutra, la gabbia toracica si richiude e l’aria interna fluisce verso l’esterno. La marea scende. Il recipiente si vuota.

Di un corretto movimento diaframmatico beneficiano il cuore, sistema digestivo ed escretivo. Equilibrio e fluidità nei ritmi di inspirazione ed espirazione acquietano le frequenze mentali ed è un tonico per il sistema nervoso. Un diaframma tonico ed elastico è fondamentale per la realizzazione di una postura corretta.

Tra stato emotivo e diaframma vi è una naturale sinergia. Quando proviamo gioia, accettazione, amore, benevolenza, il diaframma si distende, si rilassa e trova il suo ritmo migliore.

Se proviamo rancore, astio, gelosia, ansia, confusione il diaframma si contrae, si irrigidisce, perde il ritmo e persino interrompe il movimento .Le conseguenze sono dolore allo stomaco, colite, ritenzione idrica, tachicardia, agitazione mentale, difficoltà di concentrazione.

E’ molto importante nel processo evolutivo di uno yogi, la consapevolezza della dinamica fisiologica e simbolica del diaframma.

Il diaframma è espressione fisica dell’indispensabile collegamento e del passaggio tra le energie di Manipura Chakra e quelle di Anahata Chakra.

La prima è responsabile della cristallizzazione dell’Ego e del suo consolidamento. Sviluppa quel tipo di energia che ci dà coscienza della nostra individualità, ci permette di strutturarla e indirizzarla.

Nella seconda, è la barca che ci trasporta sulla sponda del Chakra cardiaco, il loto del perfetto amore, del superamento dell’Ego che si nutre spesso di paura, aggressività e violenza.

Il diaframma separa e unisce ancora una volta il piano fisico e quello spirituale.