Il Bacino: Sorgente di Energia Vitale

sintesi di Donatella Poggi

Ilaria Evola è l’autrice di un articolo, pubblicato sul n. 44 – Maggio/Giugno 2012 – della rivista “Vivere lo Yoga”, che ha come tema l’energia vitale del bacino.
L’autrice sostiene che si possono affrontare le patologie localizzate nella parte bassa della schiena e dell’addome, analizzando il bacino secondo l’approccio dell’Integrative Yoga Therapy. Lo yoga, come è noto, distingue fra corpo fisico, corpo energetico, mentale ed emotivo.
Anatomicamente il bacino è formato da due ossa iliache, l’osso sacro ed il coccige. La sua funzione è quella di trasferire il peso della parte superiore del corpo alle gambe ed ai loro muscoli, affinché provvedano al movimento.
Quando il meccanismo funziona correttamente, peso e tensioni si scaricano a terra. Passare molte ore seduti, riduce la flessibilità del bacino.
Da un punto di vista energetico, il bacino rappresenta “la sorgente dell’energia vitale”: in questo ambito sono situati il primo ed il secondo chakra, che possono subire dei blocchi se l’energia che fluisce dall’addome verso il basso, non scorre liberamente, con conseguente accumulo di tossine che genereranno colite, stitichezza, dolori mestruali, lombalgie, sciatalgie ed altre patologie dell’area.
Per far fluire questa energia si possono eseguire esercizi che rilassino le anche ed esercizi che attivino l’energia vitale nel primo e nel secondo chakra.
Per il corpo mentale ed il corpo emotivo, il primo chakra (o chakra della radice) rappresenta il radicamento alla terra ed il suo malfunzionamento ci fa sentire come se ci “mancasse il terreno sotto i piedi”, senza una base solida. Di conseguenza cercheremo, inutilmente, “al di fuori di noi stessi” il sostegno necessario a sopravvivere: cibo, relazioni e lavoro. Saremo ansiosi, senza forze per affrontare le sfide ed i cambiamenti. Di contro, con un primo chakra ben funzionante, saremo consapevoli di noi stessi, sicuri e concentrati.
Il secondo chakra è il centro energetico del movimento, dove risiedono sensazioni, emozioni, desideri e bisogni. Se fin da piccoli abbiamo dovuto reprimere le emozioni ed ignorare l’istinto, inconsciamente abbiamo recepito che per avere l’approvazione e l’amore altrui, dobbiamo reprimere ciò che sentiamo.
La zona dove tutte queste sensazioni vengono trattenute è proprio la zona pelvica e con il tempo queste tensioni creeranno chiusura della anche e scarsa flessibilità del bacino.
Liberare le energie inerenti al primo e al secondo chakra significa prendere coscienza di queste emozioni, allo scopo di conoscerle, accettarle, digerirle e, alla fine, lasciarle andare.
Solo così apana tornerà a fluire liberamente.