I Kosha: i cinque involucri dell’anima

sintesi di Donatella Poggi

Silvia Ornaghi, autrice di un articolo apparso sul n 46 – Settembre/Ottobre 2012 – della rivista “Vivere lo Yoga”, ci introduce al concetto di kosha – i diversi involucri (o guaine) che rivestono l’atman.
Secondo la filosofia Vedanta e le Upanishad, l’essenza spirituale dell’essere umano è ricoperto da cinque involucri (kosha), racchiusi l’uno dentro l’altro. Non sono anatomicamente percepibili, ma hanno corrispondenze tra fisico e mente. Con lo yoga è possibile attivare un processo di unione tra mente, corpo e spirito.
E’ facilmente riscontrabile che una condizione fisica alterata manifesta ripercussioni anche sul respiro, sui pensieri e sulle emozioni: il malessere di uno incide sugli altri e ostacola il contatto con il cosmo. Lo yoga mira al raggiungimento di un’armonia globale (beatitudine). In un’asana correttamente eseguita, con una postura corretta, un respiro lento e regolare, corpo e mente si fondono.
Annamaya kosha è il primo involucro, quello della pelle, dei muscoli, delle ossa e degli organi; è alimentato dal cibo, dall’acqua e dall’aria e, non a caso, è importante curare il proprio stile di vita. Attraverso lo yoga possiamo cercare di armonizzare il primo involucro lavorando sull’allungamento dei muscoli, sulle articolazioni, sulle ossa e sulla colonna per poi prendere consapevolezza della pelle, degli organi e del sistema endocrino.
Pranamaya kosha è il secondo strato, il corpo pranico, interessa la circolazione ed il respiro. Durante la pratica yogica percepiamo questo strato attraverso l’aria che inspiriamo e che si diffonde in tutto il corpo attraverso l’ossigeno.
Manomaya kosha è il terzo involucro, quello del sistema nervoso, definito anche come corpo mentale perché riguarda pensieri e coscienza. Con una mente calma si può migliorare la qualità della vita. Durante un’asana è necessario respirare correttamente affinché la mente si calmi e si possa entrare in uno stato di pace.
Vijnanamaya kosha è il quarto involucro, più sottile, legato alla saggezza, alla crescita interiore, all’etica ed alla morale di ogni individuo. Risvegliando questo strato, si sperimenta la vita a livello intuitivo, si percepisce la realtà oltre la sua evidente manifestazione.
Anandamaya kosha è il quinto ed ultimo strato. E’ quello della beatitudine, quello che ci fa entrare in comunione col cosmo. Questa dimensione non è facilmente risvegliabile, ma la pratica dello yoga, con costanza e consapevolezza, mira proprio al raggiungimento di questo percorso di crescita.