Gli ostacoli sul cammino della Meditazione

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Gli ostacoli sul cammino della Meditazione

sintesi di Anna Orsini

Marco Ferrini è l’autore dell’articolo “La meditazione e gli ostacoli sul cammino”, pubblicato sul numero 91 di febbraio/marzo 2020 della rivista Vivere lo Yoga.

Molte persone intraprendono con entusiasmo il cammino della meditazione spinti dal sincero desiderio di entrare in contatto con la parte più autentica di sé, ma gli ostacoli che incontrano spesso fanno dire: “E’ troppo difficile! Non fa per me. “

L’errore più comune è pensare che basti mettersi seduti a gambe incrociate, controllare il respiro e concentrarsi, perché accada dhyana (la meditazione). Il nirodhah, o il controllo delle onde-pensiero della mente (vritti), è il varco attraverso il quale si può entrare nella meditazione, e si apre solo grazie ad un umile e costante lavoro preparatorio. 

Il prerequisito fondamentale è mettere ordine nel nostro panorama interiore. 

Patanjali negli Yoga Sutra, mette yama e niyama (elenco delle cose da fare e non fare) al primo e secondo gradino della scala da salire per arrivare alla meditazione,  che è al settimo posto prima del Samadhi (unione di chi medita con l’oggetto di meditazione). 

Per meditare veramente bisogna astenersi da certi comportamenti e attivarsi per adottarne altri  E’ il giusto comportamento che porta all’equilibrio interiore e alla pace mentale, indispensabili per la meditazione. Shanti, la pace interiore, si fonda sul comportamento etico, che non comporta sensi di colpa, pensieri ossessivi, ansia e depressione. 

Le nostre dipendenze più vistose ci sono note e familiari, dobbiamo portare alla coscienza le più subdole e nascoste. E’ un lavoro paziente e incessante ma in tal modo scopriremo la nostra natura più profonda che è l’Amore. Facciamoci aiutare da un Maestro e attingiamo agli antichi testi, .

Nella Bhagavad Gita, Arjuna dice al suo maestro Krishna: “Lo yoga che mi hai descritto mi sembra impraticabile, perché la mente è instabile e irrequieta”, ma Krishna risponde alle sue preoccupazioni con parole incoraggianti: “…è indubbiamente difficile domare la mente inquieta, ma è possibile con il distacco e una pratica adeguata”.