Gli effetti terapeutici dello Yoga

sintesi di Marco Lunghi

Susanna Jacona Salaria ha pubblicato sul supplemento La Salute al quotidiano La Repubblica del 29 novembre 2007 un articolo sugli effetti terapeutici dello yoga.

L’articolista sostiene che, oggi, l’interesse sullo yoga è entrato nel campo della ricerca medica.

Al momento, infatti, sono in corso numerose sperimentazioni, sia in centri medici indiani che in prestigiose università americane, che coinvolgono le tecniche yoga in precise terapie ospedaliere.

L’ultimo studio clinico in ordine di tempo, apparso sul numero di novembre di European journal of Cancer Care, dimostra l’efficacia della pratica yoga nell’attenuazione degli effetti collaterali (nausea e vomito) della chemioterapia.

Ma vi sono anche studi che dimostrano l’efficacia dello yoga per il diabete, le malattie cardiovascolari, il dolore di schiena cronico, il tumore al seno e numerosi altri sindromi e disturbi.

Sul diabete mellito di tipo 2, per esempio, è stata dimostrata, al Guru Tegh Bahadur Hospital di Delhi, una correlazione tra alcune asana (posizioni) yoga e la velocità di conduzione del nervo mediano (che nei diabetici causa continui formicolii alle mani) e il controllo del glucosio nel sangue.

Degli effetti benefici dello yoga su corpo e mente si parla da anni, ma oggi si cerca una risposta scientifica e lo si studia anche dove si fa ricerca medica.

Altro esempio: un gruppo di psichiatri della Scuola di medicina della Boston University, in uno studio pubblicato nel maggio scorso sul Journal of Complementary and Alternative Medicine, ha dimostrato come la pratica yoga dia evidenti benefici in sindromi come l’ansia e la depressione.

Otto “yogi” sono stati sottoposti a risonanza magnetica prima e dopo la loro sessione quotidiana di 60 minuti. Al termine di ogni sessione di yoga, è risultato un aumento di ben il 27% dei livelli dell’acido “Gaba” (gamma-aminobutirico) che, insieme alla noradrenalina e serotonina, sono i neurotrasmettitori più importanti nel controllo fisiologico e patologico degli stati emozionali. Il loro deficit, dunque, ha un ruolo determinante nell’ansia e nella depressione e lo yoga si comporta come una vera e propria “medicina naturale”, senza alcun effetto collaterale.

Lo yoga abbassa la pressione.

La “Yoga Therapy” per alcune malattie cardiovascolari come l’ipertensione, è ormai riconosciuta da oltre un decennio anche dalla medicina convenzionale.

L’ultimo studio pilota, finanziato dall’università della Pennsylvania, ha messo a confronto due gruppi di pazienti affetti da ipertensione. Al primo gruppo è stata prescritta una sessione quotidiana di yoga, in particolare esercizi di respirazione; al secondo una normale dieta alimentare prevista dalla medicina tradizionale. Nel primo gruppo si è registrata un riduzione dell’ipertensione molto maggiore rispetto al secondo gruppo.

Nel 2000, invece, in India, erano stati messi a confronto tre gruppi di 33 ipertesi a cui è stata somministrata, rispettivamente, per un periodo di undici settimane, yoga therapy, cura farmacologica e nessuna terapia. Al termine della sperimentazione, la pressione sanguigna sistolica risultava ridotta di un impressionante 33mm/hg contro i 4mm/hg del gruppo senza alcuna terapia e i 24mm/hg del gruppo cui erano stati somministrati i tradizionali farmaci anti-ipertensione.

I benefici sulla mobilità.

E’ l’artrite reumatoide la malattia sulla quale si sta concentrando la più recente ricerca dello yoga therapy, a condurla è il John Hopkins Arthritis Center di Baltimora nel Maryland.

E’ una sperimentazione di medicina integrata che dal 2006 coinvolge diversi gruppi di pazienti, ai quali viene somministrata una cura a base di sessioni di yoga e meditazione, due volte la settimana per due mesi, insieme alla terapia farmacologia convenzionale.

Lo scopo è quello di aggiungere alla terapia convenzionale, che comunque non guarisce, una cura addizionale che possa ridurre il dolore e la disabilità e per migliorare la qualità della vita dei pazienti.