Fai la tua Parte

sintesi di Anna Orsini

 

Sally Kempton è l’autrice di un articolo apparso sul N. 83 Maggio 2014 della rivista Yoga Journal sul tema della responsabilità.

L’autrice afferma che, in situazioni complesse e difficili dove non ci riconosciamo vincenti, tendiamo istintivamente a dare la colpa a qualcuno. L’autrice la chiama “teoria della colpa” e tale teoria, per secoli, ha funzionato in direzione della ricerca di un colpevole o della limitazione di qualsiasi tipo di relazione con il medesimo.

Naturalmente, esiste un approccio del tutto diverso e che potremo definire “responsabilità radicale.” Se siamo disposti ad accettare la responsabilità delle nostre azioni non saremo più vittime, bensì protagonisti negli eventi della nostra vita.

La consapevolezza di poter affrontare gli eventi in modalità diversa, significa richiamare l’attenzione su noi stessi e sulla possibilità di imparare dalle nostre esperienze, anche negative, per costruire un modo diverso di approcciare i problemi o le eventuali sconfitte.

Il nostro karma, che l’autrice assimila all’indole, crea inevitabilmente sensazioni, emozioni e scelte che alimentano i samskara, tuttavia occorre anche tener presente l’esistenza di fattori esterni completamente fuori dal nostro controllo e la consapevolezza di ciò conduce ad uno schema che si può definire “partecipativo”.

Non si tratta di attribuire “colpe” né agli altri, né a noi stessi, quanto di essere aperti a capire ed imparare.

Per uno yogi, il termine responsabilità è suddiviso in “risposta-abilità”, ovvero la capacità di agire dal profondo, per un’azione che conduca ad un livello di esperienza e di consapevolezza più elevato. La vera essenza dell’insegnamento della Bhagavad Gita è che lo yoga è l’arte dell’agire.

Sviluppare una consapevole responsabilità delle azioni, nei nostri confronti e nei confronti del mondo, nasce da un processo di ricerca su di sé. E’ una ricerca su atman, parola sanscrita collegata al respiro (et-men) così come, in greco antico, asthma e, in latino, anima.

Secondo il Vedanta, il tutto (noi, l’universo, Dio) è la manifestazione di una stessa coscienza e la ricerca mira a far emergere la natura di ognuno che è definita e eterna.

Assumere una posizione responsabile nel momento di compere un’azione, vuol dire rispondere a tre semplici domande:

1) chi sono io ? (consapevolezza del sentimento spontaneo e prevalente che si prova);

2) dove sono adesso? (consapevolezza degli aspetti esteriori che interagiscono con il proprio stato d’animo);

3) cosa devo fare adesso? (consapevolezza del proprio coinvolgimento nella situazione che si presenta e, a prescindere dall’esito delle scelte, la convinzione di non-autocommiserarsi, non recriminare e non diventare ostile. Passare attraverso l’esperienza nella sicurezza di acquisire nuove possibilità per ampliare i propri orizzonti).

Essere responsabili nelle proprie scelte è il nostro contributo alla complessità della vita.