Equilibrio Interiore

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Equilibrio Interiore

sintesi di Anna Orsini

 

Silvia Ornaghi, in un articolo pubblicato sul n. 58 – Settembre/Ottobre 2014 – della rivista “Vivere lo Yoga” affronta la questione dell’equilibrio.

L’autrice afferma che molte delle asana che utilizzate nella pratica Yoga sono connesse all’equilibrio. Stare dritti su un solo piede o completamente distesi su un fianco risulta il più delle volte molto difficoltoso.

Al fine di riuscire a gestire punti o posture con appoggi ridotti è necessario trasmettere ai labirinti situati dietro alle orecchie, e sede dell’equilibrio, le giuste informazioni. Ciò avviene attraverso movimenti del corpo lenti e consapevoli, respiri calmi e regolari, una tranquillità mentale che deriva da un alto livello di attenzione sul sé e sul “qui e ora”.

La ricerca dell’equilibrio è un gioco di piccole contrazioni muscolari necessarie a tonificare punti del corpo “inusuali” come il movimento pelvico, il diaframma, i muscoli dorsali e addominali.

Lo Yoga è di per sé una condizione generale di equilibrio perché tende a fondere in armonia corpo, respiro, mente e tutti i livelli energetici più sottili. I testi di riferimento ci dicono che questa condizione si produce solo attraverso l’arresto della dispersione mentale e che il corpo è la prima fase del processo.

Fissando la mente sul corpo, sulla sua posizione nello spazio e sul suo radicamento a terra, riusciamo ad essere profondamente coinvolti tanto da lasciare che il respiro si calmi e ci conduca alla “centratura”

Nel lavorare sul piano fisico e cercando un punto su cui fissare lo sguardo, anche il piano psicologico risulterà positivamente influenzato. Inoltre, la mente dovrebbe fissare, come gli occhi verso l’esterno, un obiettivo interiore così che, con il progredire della concentrazione, scompaia l’intero scenario esterno e il punto, o obiettivo, diventa sostegno ed elemento di base della forma.

E’ importante, per la ricerca dell’equilibrio ed è sostanziale per vivere l’attimo, che un principiante identifichi un punto di riferimento, lo fissi, senta il flusso del respiro crearsi un “punto fisso”. Diventati sufficientemente esperti, sarà più semplice praticare ad occhi chiusi con lo sguardo fisso dentro di sé.