Epigenetica dello yoga

Sei qui-e-ora: Home / Articoli Yoga / Epigenetica dello yoga

Epigenetica dello yoga

sintesi di Luisa Bafile

Franco Berrino è l’autore dell’articolo “Epigenetica dello yoga” (curato da Antonella Malaguti) pubblicato sul n. 140 di febbraio 2020 della rivista Yoga Journal.

Ormai molti studi hanno verificato gli effetti benefici sull’organismo delle pratiche di yoga, pranayama e di altre discipline come Tai Chi e Qigong.

Negli ultimi decenni le neuroscienze e la biologia molecolare hanno fornito gli strumenti per lo studio del funzionamento del cervello e del DNA, e sono questi strumenti ad aver consentito di valutare scientificamente (cioè in maniera misurabile e riproducibile) le modificazioni indotte dalla meditazione sui geni dell’infiammazione, su alcuni parametri metabolici, sull’azione dell’enzima che prolunga la vita delle cellule (telomerasi) e sulla motilità spermatica.

Altre recenti tecnologie consentono di verificare come la pratica di asana, pranayama e meditazione, produca effetti sullo spessore della materia grigia, in aree coinvolte nella regolazione delle emozioni, nell’apprendimento e nella memoria. Queste funzioni vengono ridotte o inibite dallo stress, soprattutto se intenso e di lunga durata.

Le pratiche mente-corpo, fra cui lo yoga, hanno effetti sull’attivazione o sulla inibizione di molti geni. In particolare disattivano quelli che vengono “accesi” dallo stress e da altre condizioni di disagio e sofferenza fisica o psichica. Il meccanismo che si attiva riguarda una complessa rete di fattori (CTRA: Risposta Trascrizionale all’Avversità) che attiva a sua volta determinate porzioni del DNA.

Uno dei fattori in gioco è il NF-KB (Fattore Nucleare KB) che traduce lo stress in infiammazione, attivando la trascrizione di geni che codificano le citochine, molecole che promuovono il processo infiammatorio.

L’infiammazione acuta è un fondamentale processo di difesa e autoguarigione proprio dell’organismo, ma proprio perché è un meccanismo “salvavita” deve avere una durata limitata alla risoluzione di un problema acuto. Se si prolunga nel tempo, e questo accade se la condizione stressante persiste a lungo, si crea uno stato di infiammazione cronica, che sta alla base di molte patologie tipiche della civiltà occidentale: neoplasie, malattie cardiovascolari, neurodegenerative, artritiche e psichiatriche.

Lo stress e lo stato infiammatorio cronico, inibiscono inoltre l’attività dei geni responsabili della difesa dalle infezioni virali. 

Il mondo scientifico di oggi non attribuisce valore a concetti come forza vitale, illuminazione, energia creatrice della mente, mantra, preghiera, natura divina dell’essenza umana; concetti anzi ridicolizzati o bollati come privi di scientificità. 

Ma la ricerca scientifica ha cominciato a trovare un riscontro oggettivo degli effetti di pratiche olistiche mente-corpo. I contenuti di questi studi, che uno yogi non ha alcuna necessità di conoscere, sono importanti per l’umanità di oggi, che ha una fiducia quasi dogmatica nella scienza. E se è proprio la scienza a rivelare quanto le pratiche spirituali possano essere benefiche, sarà possibile accostarsi allo yoga e alle altre discipline corpo-mente con la consapevolezza della loro efficacia sulla salute globale dell’uomo.