Effetti della Respirazione Yogica

di Marco Lunghi

Nell’articolo, pubblicato sul n. 11 del Settimanale Salute – supplemento del quotiano “La Repubblica” del 25/05/2005, Francesco Bottaccioli commenta lo studio di uno psichiatra americano, Richard Brown, pubblicato recentemente sul “Journal of the alternative and complementary medicine” che dimostra come “ il controllo volontario del respiro, pratica fondamentale dello yoga, possa influenzare il sistema neurovegetativo, il ritmo cardiaco, il tono vagale, le funzioni cerebrali, con modificazioni nella produzione di neurotrasmettitori ed ormoni”.

Alle stesse conclusioni giunge anche Luciano Bernardi, il quale sostiene che “il rallentamento volontario del numero di atti respiratori al minuto è in grado di rendere più efficienti i sensori che comunicano al cervello il livello di pressione arteriosa (i barocettori) e la quantità di ossigeno ed di anidride carbonica presenti nel sangue (chemocettori). In questo modo il cervello, agendo sul sistema nervoso simpatico e sul nervo vago, è in grado di regolare i livelli della pressione e dei gas nel sangue”.

Altri studi dimostrano che la pratica dello yoga del respiro regola non solo il sistema dello stress e per questa via i livelli di cortisolo, adrenalina e noradrenalina, ma migliora anche la funzionalità immunitaria e l’umore.