Eco-psicologia

sintesi di Anna Orsini

 

In questo bellissimo articolo, pubblicato sul n. 59 – Novembre/Dicembre 2014 – della rivista “Vivere lo Yoga”, Silvia C. Turrin prova ad indicarci una possibile via d’uscita all’individualismo.

L’autrice parte da Henry David Thorean, che andò a vivere nei boschi, e dal giovane Cristopher Mc Clandesse, che raggiunse la terra sconfinata dell’ Alaska. Entrambi hanno sottolineato, con le loro scelte di vita, che la Natura è un balsamo per l’anima, è una terapia arcaica, un serbatoio di sensazioni e di idee, di risposte per chi cerca nelle profondità di se stesso.

L’urgenza della questione ambientale e della fragilità degli ecosistemi del pianeta Terra era chiara già negli anni Sessanta. La necessità di creare una coscienza ecologica negli ultimi anni si è trasformata in una visione “ecocentrica”. Grazie al libro “La rete della vita” di Fritjof Capra nel 1989 e a “The voice of the Earth”, di Theodore Roszak del 1992 si è diffusa la convinzione che, per arrivare ad una visione eco-centrica della nostra vita e della nostra storia, la psicologia ha bisogno dell’ecologia e l’ecologia ha bisogno della psicologia.

Marcella Danon ha ben illustrato questa visione secondo la quale l’uomo non è il padrone della Terra e nemmeno il suo predatore. .L’uomo è parte integrante del  pianeta. Noi siamo strettamente connessi con ogni altra forma di vita , e con l’ambiente di cui facciamo parte, non c’è separazione

Alcuni scienziati utilizzano la metafora dell’essere umano come sistema nervoso del pianeta Terra, dove ogni singolo individuo è visto come un neurone. L’Universo non è visto come un luogo, ma come una storia in cui siamo immersi, a cui apparteniamo e di cui siamo co-autori.

E’ una visione perfettamente in armonia con le filosofie orientali e quindi con lo Yoga. E’ una visione perfettamente eco-centrica.

L’eco-psicologia partendo dalle domande chi sono io? cosa mi piace fare? cosa posso fare per dare un senso alla mia vita? cosa posso fare per gli altri? accompagna un processo di risveglio e agevola la connessione creativa e consapevole con  “la rete della vita”.

Intraprendere un percorso di eco-psicologia significa sviluppare una maggiore empatia verso il proprio sé e verso l’ambiente. L’eco-psicologia invita a cavalcare tutti i risultati raggiunti dalla tecnologia integrandoli con una buona dose di quella che Daniel Goleman chiama “intelligenza ecologica” cioè la consapevolezza che ogni nostra azione va ad impattare su qualcos’altro.

La millenaria filosofia dello Yoga considera l’essere umano parte integrata del tutto. Partendo dalla conoscenza di sé si percepisce il legame con la società, con il pianeta, con qualcosa di più “grande”. Ognuno fa parte di un contesto più ampio e ognuno apporta in questo contesto le proprie capacità, il proprio sapere, il proprio essere.

Armonicamente connessi al tutto, ogni nostra azione dovrebbe tendere al bene universale che coincide con quello personale  e rende obsoleto l’approccio individualistico ed egoistico.